You are currently browsing the daily archive for 25,07PMDom, 29 Lug 2007 15:51:19 +01002092007,2008.

 Le Mani sulle Pensioni  report_pensioni1.pngdownload video

Tutto ciò che non sapete sui fondi pensione ve lo fa conoscere questo trasparentissimo servizio di RAI TRE.

Il rischio di non restituzione del capitale versato, la mancanza di garanzie sugli investimenti fatti dal gestore dei fondi ed altri trucchi a danno dei lavoratori (fra i quali ci sono anche i lavoratori della scuola – vedi fondo “Espero”) sono tutti elementi che dovrebbero mettere in stato di allerta tutti coloro che si sono rivolti (che lo stanno per fare o lo faranno) alla previdenza complementare integrativa.

La dimostrazione di come si stia perpetrando a danno dei lavoratori (anche con l’aiuto anche di “autorevoli” mass-media) una delle tante “truffe del secolo

Una riforma a rovescio

Felice Roberto Pizzuti

L’impostazione finanziaria della trattativa sullo scalone ha partorito una controriforma che diluisce nel tempo la trappola di Maroni ma per certi versi l’aggrava. Al contrario di quanto si afferma, a essere penalizzati saranno anche i giovani 

6131.jpgNell’accordo sulle pensioni raggiunto tra il governo e le parti sociali si è accentuata la spinta «rigorista» che sovrastima e in parte fraintende la dimensione finanziaria del problema, mentre sottovaluta i più complessivi aspetti economici che collegano la previdenza al sistema produttivo e sociale.

Questo accordo ha poi una valenza politico-sociale sicuramente condizionata dalle ultimissime mosse dell’ala moderata dello schieramento politico; una valenza discutibile che dovrà essere verificata, non senza rischi di pericolose divergenze, sia rispetto agli equilibri nella maggioranza sia nella verifica con i lavoratori.

In confronto alle proposte che circolavano nei giorni scorsi, il progetto concordato è abbastanza più restrittivo. Il sistema delle quote, particolarmente caro ad alcuni sindacati, che avrebbe dovuto garantire più elasticità di scelta ed evitare altri «scalini» successivi al primo (con il quale dal gennaio 2008 l’età minima di pensionamento d’anzianità è alzata da 57 a 58 anni), in realtà è molto vincolante. Dopo soli diciotto mesi, cioè dal luglio 2009, l’età minima di pensionamento salirà a 59 anni (più 36 di contribuzione per arrivare a quota 95); dopo altri diciotto mesi, l’età minima salirà a 60 anni (con la quota che sale a 96) e dopo altri due anni, cioè dal gennaio 2013, salirà a 61 (con la quota a 97). In realtà, lo scalone viene diluito in tre scalini, nel periodo gennaio 2008-gennaio 2011, e poi si va anche oltre, riducendo fortemente i margini di scelta dei lavoratori. Leggi il seguito di questo post »

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