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Care/i tutte/i del popolo dell’acqua, ad un anno esatto dal deposito del testo della nostra legge d’iniziativa popolare, che ha dato il via alla straordinaria campagna di raccolta firme, il movimento per l’acqua ottiene una prima importantissima vittoria : ieri il Senato ha approvato, all’interno del Decreto Fiscale collegato alla Legge Finanziaria, l’articolo 26-bis che introduce la moratoria. 

 Arriva a compimento il primo degli obiettivi del movimento per l’acqua, richiesto con forza sin dalla manifestazione nazionale del 10 marzo scorso a Palermo, approvato in prima istanza alla Camera, ma che sembrava essersi definitivamente arenato al Senato. La costante mobilitazione dei territori di questi mesi e l’incessante lavoro di pressione sulle istituzioni a livello nazionale, hanno invece consentito di rimettere al centro dell’agenda politica l’istanza della moratoria e di giungere alla sua approvazione. Leggi il seguito di questo post »

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L’Agenzia per il lavoro (Ilo) convoca l’Italia per discuterne: le forme di precarietà esistenti da noi sono contro la Convenzione 122

Vittorio Longhi 

«Con il pretesto della flessibilità per modernizzare il mercato del lavoro, la legge 30 del 2003 ha creato una situazione di precarietà preoccupante. Secondo le statistiche ufficiali, i contratti a termine sono diventati quasi l’unico modo che hanno i giovani di trovare un impiego ma poi è raro che questi si traducano in lavori stabili, con un rapporto di uno a 25. Stanno aumentando le distorsioni del mercato del lavoro, specialmente nel sud del paese dove la diminuzione del tasso di occupazione ha raggiunto livelli allarmanti». Leggi il seguito di questo post »

 Il no di Melfi a Roma

Almeno a Melfi la «cosa rossa» è in buono stato, se non altro non bisticcia sull’opportunità di dire qualcosa di sinistra al governo. E’ anche merito dell’influenza di una grande fabbrica come la Fiat Sata, dove lo scorso mercoledì il no al protocollo sul welfare del 23 luglio è stato espresso dall’85% degli operai. E ieri, davanti ai cancelli dello stabilimento Prc, Pdci, Sd e Verdi insieme alla Fiom hanno affermato unite che la presenza in piazza il 20 ottobre è assolutamente necessaria in questa fase politica. Dalla Basilicata muoverà una carovana dei diritti che il 20 urlerà il proprio dissenso contro una politica sociale che non risponde al programma dell’Unione. Una mobilitazione che parla di bisogni e urgenze sociali.

Gli economisti “Rive gauche”: «Inflessibili si può. Ditelo al Pd»

di Angela Mauro

Non è vero che la flessibilità aumenta l’occupazione e riduce la disoccupazione. «Lo ha detto anche l’Ocse, in un rapporto del 2004, seppur non ammettendo fino in fondo l’errore…», incalza Antonella Stirati, dell’università di Roma Tre, una degli economisti della “Rive gauche” riuniti ieri a convegno a Roma, per un’iniziativa de il manifesto su “L’economia della precarietà”. E non è nemmeno vero che la flessibilità favorisce i giovani perchè movimenta il sistema garantendo che chi resta disoccupato, lo sia per un periodo meno lungo: «Evidentemente aumenta il numero dei disoccupati per brevi periodi», insiste Stirati. Dati alla mano, lo sforzo suo e degli altri economisti della Rive gauche è smascherare le teorie neoliberiste che regolano la vita moderna, fanno della precarietà una legge inaggirabile, assogettano la politica, anche quella di centrosinistra.

 Guarda caso, il convegno si tiene proprio all’indomani della dichiarazione di fedeltà di Veltroni alla politica di abbattimento del debito pubblico. E non a caso, Stirati, Emiliano Brancaccio, Riccardo Realfonzo, Paolo Leon, Felice Roberto Pizzuti e gli altri economisti della Rive Gauche sono firmatari dell’appello contro la riduzione e per la stabilizzazione del debito. Perchè una politica economica alternativa è possibile e va messa in campo. E questo è il compito della sinistra politica, i cui dirigenti sono stati invitati al convegno di ieri, non senza critiche da parte degli economisti. Leggi il seguito di questo post »

Gli economisti di Rive Gauche si riuniscono oggi a convegno a Roma. Si parla di economia della precarietà ma anche delle politiche del governo Prodi. Studiosi, sociologi, giuslavoristi e leader politici della sinistra d’alternativa

Rosario Patalano
Risanamento finanziario, flessibilità del mercato del lavoro e politiche di liberalizzazione e privatizzazione rischiano purtroppo di essere, nonostante le contestazioni della sinistra e dei suoi ministri, gli elementi caratterizzanti la politica economica del governo Prodi.
Si tratta della strategia “moderata” – nata con l’emergenza del 1992-1993 e riproposta con esiti infelici tra il 1996 e il 2001 – che la sinistra non può che osteggiare, dal momento che i suoi unici sbocchi sono la deflazione salariale e la riduzione di ogni margine di protezione sociale per i lavoratori. Per anni siamo stati abituati ad ascoltare il parere di economisti, formalmente tecnici “imparziali”, ma sostanzialmente “intellettuali organici” ad un disegno politico, che ci hanno semplicemente detto che questa era la minestra, e che Leggi il seguito di questo post »

Economisti e intellettuali a confronto sui tratti salienti dell’analisi del «nuovo capitalismo», con l’obiettivo di contribuire a una «credibile e organica iniziativa unitaria della sinistra in politica economica»

ioprecario.gifL’economia di questi anni è contrassegnata dalla precarietà. Una condizione contrattuale che mina alle fondamenta «modello sociale», convivenza, rappresentanza sindacale e politica e – alla fin fine – la stessa stabilità dell’Unione europea. Gli economisti di sinistra sono stati chiamati a illustrare diagnosi, e possibilmente anche proposte, per individuare – in vista della manifestazione del 20 – «le condizioni per l’avvio di una credibile e organica iniziativa unitaria della sinistra nell’ambito della politica economica».

Ne esce fuori uno scenario fatto di molte suggestioni diverse, a volte anche incompatibili, ma tutto sommato abbastanza chiaro. Il dato di partenza è infatti la crisi di consenso delle teorie variamente liberiste, incapaci di trovare riscontro nella realtà empirica, segnata «dalla prima riduzione dei diritti del cittadino e del lavoratore» da 60 anni a questa parte (Paolo Leon). Frutto di un azzeramento delle politiche economiche degli stati, privati degli strumenti per intervenire sulla situazione politica e sociale, in un quadro anche culturalmente impoverito («un’empiria senza princìpi»). Leggi il seguito di questo post »

Dal protocollo welfare al basso costo del lavoro nei paesi emergenti. Intervista al sociologo Luciano Gallino, che spiega come si costruisce il paradigma del lavoro precario: minori diritti e salari inferiori per tutti 

«Altro che flessibilità e competitività, il problema reale è che occorre una politica del lavoro globale». Dall’Italia alla Cina. Si parte dal protocollo welfare e si finisce a parlare della riforma del mercato del lavoro cinese, con il sociologo Luciano Gallino. La precarizzazione del lavoro è un fatto globale. La «minaccia cinese» però – è la tesi di Gallino, e del suo ultimo libro, «Il lavoro non è una merce» (in uscita per i Tipi di Laterza) – è un paradigma costruito scientificamente da Unione europea e Stati uniti. «E senza una politica del lavoro globale – è la conclusione – nella scala sociale siamo noi a rischiare di scendere molto in basso, piuttosto che il contrario».

Partiamo dalla situazione italiana. Perché il protocollo del 23 luglio è insufficiente?

Il protocollo propone ritocchi minimi alla legislazione esistente e finisce soltanto per lambire il grande problema della precarietà che tocca molti milioni di italiani, giovani e meno giovani. La situazione politica non permette di fare di più, ma rispetto all’enfasi con cui è stato presentato mi sembra deludente, soprattutto nel suo tema di fondo, cioè il mercato del lavoro. Leggi il seguito di questo post »

«Superare la legge 30» diceva il programma dell’Unione. Ma il protocollo del 23 luglio conferma la reiterabilità dei contratti a termine e nulla decide per quelli a progetto. Con qualche regalo alle imprese Sara Farolfi (Il Manifesto) 

Una premessa è d’obbligo: sul protocollo del 23 luglio è in corso in questi giorni un braccio di ferro nella maggioranza di governo. Di fatto, l’accordo siglato è stato rinviato al consiglio dei ministri del 12 ottobre. Della parte sul mercato del lavoro, di cui solo alcuni aspetti qui tratteremo, due sarebbero le modifiche che troverebbero d’accordo i partiti di sinistra (Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani e Sinistra democratica) e la Cgil (Epifani ha firmato «per presa d’atto» la parte del protocollo sul welfare, bocciato invece dalla Fiom): l’abolizione dello staff leasing e il limite ai contratti a tempo determinato. Leggi il seguito di questo post »

Parla il sociologo dell’organizzazione: «Il problema resta dare tutele a chi non ne ha»

patrizio-di-nicola.jpg«Il problema della precarietà oggi in Italia? Resta quello di fornire tutele a chi ne è completamente privo». Un auspicio che proviene da un vero esperto delle dinamiche del mondo del lavoro: Patrizio Di Nicola. Attualmente docente di sociologia dell’organizzazione e dei sistemi organizzativi complessi presso l’università “La Sapienza” di Roma, Di Nicola ha nel suo bagaglio anni di ricerca e di indagine in particolare sulla flessibilità del mercato del lavoro e sull’impatto di quest’ultimo sul sistema occupazionale.

«Ciò che è accaduto in Italia – avverte – è sintomatico. Nel nostro Paese si è avviato in modo accelerato uno smembramento del mercato del lavoro che nel resto d’Europa è stato accompagnato da un processo di crescita lento e laborioso. Per paradosso, in Italia, il lavoratore a tempo indeterminato, che ha già tutele, è il più garantito d’Europa, il lavoratore precario al contrario non ne ha affatto. Tutti gli strumenti contrattuali e legislativi sono pensati quasi in modo esclusivo per tutelare la figura del lavoratore dipendente. Gli altri? Non sono assolutamente considerati. Questo non è più accettabile». Leggi il seguito di questo post »

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Hanno rinviato una manifestazione prevista proprio il 20 ottobre per partecipare al corteo di Roma. Ma torneranno comunque in pista il primo dicembre per chiedere che le risorse idriche non finiscano in mani private. Sono i movimenti che hanno raccolto 400 mila firme a sostegno dell’acqua pubblica. E che ora chiedono all’Unione la moratoria delle privatizzazioni 

Guglielmo Ragozzino 

Per il primo dicembre è stata convocata a Roma una manifestazione «per l’acqua pubblica e gli altri beni comuni, a sostegno della legge d’iniziativa popolare e della gestione democratica e partecipativa». La decisione è del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. In un primo tempo la data prescelta era quella del 20 ottobre, ma poi si è preferito spostare la data. «Il Forum, conseguentemente alle caratteristiche che da sempre si è dato, ha invitato quanti sono intenzionati a partecipare (alla manifestazione del 20 ottobre) e a immettere in quella mobilitazione i contenuti della nostra campagna». Leggi il seguito di questo post »

La PROPOSTA (EMILIO MOLINARI)

Da tempo mi pongo la domanda: «E’ vero che ci sono almeno 150 deputati e senatori della cosa rossa?» Se è vero è una bella forza, e allora perché non si mostrano? Sarebbe di per sé un segnale. Da qui un’altra domanda: perché non si esprimono come un soggetto unitario, per certi versi autonomo, capace di interloquire con i movimenti e condurre subito una battaglia che combini l’esigenza di conseguire risultati concreti e allo stesso tempo animare il processo di aggregazione a sinistra?

Sono solo considerazioni che prescindono dai destini del governo e dalla manifestazione del 20 ottobre. Voglio stare sul filo dei miei desideri, cioè di chi da anni è compagno di strada di questa «cosa rossa» e allo stesso tempo è persona impegnata in un movimento come quello dell’acqua, giunto al risultato concreto di fermarne la privatizzazione, con la moratoria votata alla Camera e che oggi rischia di vederselo sfumare, disperso tra le mille priorità dei partiti, delle frazioni dei partiti e negli equilibri dei processi nei quali si consuma la legislatura. Leggi il seguito di questo post »

foto-operai.jpg Welfare: assemblee agitate a Mirafiori. Lavoratori arrabbiati contro la falsa abolizione dello scalone e la detassazione degli straordinari alle imprese Piccinini (Cgil): «Un voto negativo non farà cadere il governo». Rinaldini (Fiom): «La cosa peggiore sarebbe la scarsa partecipazione» 

Dire che le tute blu sono contrarie al protocollo di luglio 2007 è quasi un eufemismo. Dire che la contestazione sia stata sonora e travolgente non corrisponde esattamente al vero. L’assemblea alle carrozzerie di Mirafiori che il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha tenuto ieri davanti a 1.500 tute blu, alla fine, si è risolta in un confronto civile. I fischi e i mugugni non sono certo mancati. Ma solo per rintuzzare la claque accuratamente preparata dalla Uil. L’orientamento che esce dalla Fiat, è molto netto: l’accordo tra Prodi e Cgil, Cisl e Uil è da cancellare. D’altronde è il risultato di «una vera assemblea sindacale, non del salotto di Porta a Porta», commenta a caldo il segretario della Fiom di Torino Giorgio Airaudo. Leggi il seguito di questo post »

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 Altreconomia “rassicura” Ferrarelle che la diffida – di Miriam Giovanzana

Consumare acqua in bottiglia, se l’acqua che sgorga dal rubinetto è di ottima qualità, è un controsenso: costa di più, contribuisce al riscaldamento globale della terra (con i camion che la trasportano e la montagna di plastica che produce: circa 9 miliardi di bottiglie ogni anno in Italia), è più scomoda.
Ma, a quanto pare, non si può dire. O meglio non si può dire che ridurre il ricorso all’acqua in bottiglia è una buona cosa per tutti.

All’inizio di agosto infatti Ferrarelle, uno dei colossi del settore, il quarto gruppo in Italia, ci ha fatto scrivere dai suoi avvocati, diffidandoci dal continuare. Ferrarelle si sente sotto ingiusto attacco e danneggiata perché, nei nostri articoli, abbiamo associato l’immagine di due suoi prodotti (l’acqua Boario e Vitasnella) allo slogan: “Mettetela fuorilegge. La pubblicità, non l’acqua in bottiglia”. Leggi il seguito di questo post »

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