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L’Agenzia per il lavoro (Ilo) convoca l’Italia per discuterne: le forme di precarietà esistenti da noi sono contro la Convenzione 122

Vittorio Longhi 

«Con il pretesto della flessibilità per modernizzare il mercato del lavoro, la legge 30 del 2003 ha creato una situazione di precarietà preoccupante. Secondo le statistiche ufficiali, i contratti a termine sono diventati quasi l’unico modo che hanno i giovani di trovare un impiego ma poi è raro che questi si traducano in lavori stabili, con un rapporto di uno a 25. Stanno aumentando le distorsioni del mercato del lavoro, specialmente nel sud del paese dove la diminuzione del tasso di occupazione ha raggiunto livelli allarmanti». Leggi il seguito di questo post »

 Il no di Melfi a Roma

Almeno a Melfi la «cosa rossa» è in buono stato, se non altro non bisticcia sull’opportunità di dire qualcosa di sinistra al governo. E’ anche merito dell’influenza di una grande fabbrica come la Fiat Sata, dove lo scorso mercoledì il no al protocollo sul welfare del 23 luglio è stato espresso dall’85% degli operai. E ieri, davanti ai cancelli dello stabilimento Prc, Pdci, Sd e Verdi insieme alla Fiom hanno affermato unite che la presenza in piazza il 20 ottobre è assolutamente necessaria in questa fase politica. Dalla Basilicata muoverà una carovana dei diritti che il 20 urlerà il proprio dissenso contro una politica sociale che non risponde al programma dell’Unione. Una mobilitazione che parla di bisogni e urgenze sociali.

Gli economisti “Rive gauche”: «Inflessibili si può. Ditelo al Pd»

di Angela Mauro

Non è vero che la flessibilità aumenta l’occupazione e riduce la disoccupazione. «Lo ha detto anche l’Ocse, in un rapporto del 2004, seppur non ammettendo fino in fondo l’errore…», incalza Antonella Stirati, dell’università di Roma Tre, una degli economisti della “Rive gauche” riuniti ieri a convegno a Roma, per un’iniziativa de il manifesto su “L’economia della precarietà”. E non è nemmeno vero che la flessibilità favorisce i giovani perchè movimenta il sistema garantendo che chi resta disoccupato, lo sia per un periodo meno lungo: «Evidentemente aumenta il numero dei disoccupati per brevi periodi», insiste Stirati. Dati alla mano, lo sforzo suo e degli altri economisti della Rive gauche è smascherare le teorie neoliberiste che regolano la vita moderna, fanno della precarietà una legge inaggirabile, assogettano la politica, anche quella di centrosinistra.

 Guarda caso, il convegno si tiene proprio all’indomani della dichiarazione di fedeltà di Veltroni alla politica di abbattimento del debito pubblico. E non a caso, Stirati, Emiliano Brancaccio, Riccardo Realfonzo, Paolo Leon, Felice Roberto Pizzuti e gli altri economisti della Rive Gauche sono firmatari dell’appello contro la riduzione e per la stabilizzazione del debito. Perchè una politica economica alternativa è possibile e va messa in campo. E questo è il compito della sinistra politica, i cui dirigenti sono stati invitati al convegno di ieri, non senza critiche da parte degli economisti. Leggi il seguito di questo post »

Gli economisti di Rive Gauche si riuniscono oggi a convegno a Roma. Si parla di economia della precarietà ma anche delle politiche del governo Prodi. Studiosi, sociologi, giuslavoristi e leader politici della sinistra d’alternativa

Rosario Patalano
Risanamento finanziario, flessibilità del mercato del lavoro e politiche di liberalizzazione e privatizzazione rischiano purtroppo di essere, nonostante le contestazioni della sinistra e dei suoi ministri, gli elementi caratterizzanti la politica economica del governo Prodi.
Si tratta della strategia “moderata” – nata con l’emergenza del 1992-1993 e riproposta con esiti infelici tra il 1996 e il 2001 – che la sinistra non può che osteggiare, dal momento che i suoi unici sbocchi sono la deflazione salariale e la riduzione di ogni margine di protezione sociale per i lavoratori. Per anni siamo stati abituati ad ascoltare il parere di economisti, formalmente tecnici “imparziali”, ma sostanzialmente “intellettuali organici” ad un disegno politico, che ci hanno semplicemente detto che questa era la minestra, e che Leggi il seguito di questo post »

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