You are currently browsing the daily archive for 25,01PMGio, 24 Gen 2008 17:19:39 +0100232008,2008.

GLI ARRESTI AD ACQUALATINA CONFERMANO QUANTO LE LOTTE POPOLARI HANNO SEMRE DETTO : LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA E’ SOLO BUSINESS PER LE LOBBIES! RESCINDERE SUBITO TUTTI I CONTRATTI, RIPUBBLICIZZARE L’ACQUA!

L’indagine e gli arresti in corso contro i massimi dirigenti di Acqualatina SpA dimostrano quanto i movimenti per l’acqua vanno denunciando da anni : la costituzione delle SpA per la gestione dei beni comuni e l’inserimento dei privati sono la nuova frontiera del business affaristico e della corruzione politica.Anni di inadempienze del soggetto gestore, tariffe alle stelle accompagnate da enormi sprechi di denaro pubblico, continue vessazioni costantemente denunciate dai movimenti per l’acqua, oggi vengono fuori per quello che sono : un gigantesco business di interessi privati nella grande torta del bene comune acqua.Ma dimostrano anche che un potere clientelare consolidato può essere scoperchiato solo quando i cittadini si riappropriano dei loro diritti e si mobilitano concretamente contro la privatizzazione dei beni comuni.

La straordinaria pratica di autoriduzione delle bollette, praticata da diversi anni da oltre 6000 famiglie di Aprilia, il costante lavoro dei comitati popolari per far uscire diversi comuni della zona dal cappio della privatizzazione, i diversi sindaci e consigli comunali ribelli oggi hanno una ragione in più per far avanzare la loro battaglia.Crediamo si debba da subito esigere la convocazione in seduta aperta di tutti i consigli comunali dei comuni appartenenti all’ATO, crediamo si debba giungere subito alla rescissione di tutti i contratti, crediamo che i comuni debbano da subito associarsi costituendo un consorzio pubblico e partecipato dalle comunità locali per la gestione dell’acqua.Perché la corruzione e il malaffare si difendono con la democrazia e la partecipazione, la riappropriazione dei beni comuni e dei diritti sociali.

acqua_rotondo.jpgIl Forum italiano dei movimenti per l’acqua saluta la straordinaria vittoria del popolo dell’acqua a Nola.

Anni di battaglie per l’acqua bene comune e di autoriduzione delle tariffe come forma di contestazione della privatizzazione del servizio idrico integrato hanno prodotto un primo importantissimo risultato : il Consiglio Comunale di Nola ha approvato all’unanimità una delibera che stabilisce, insieme all’adesione alla campagna del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, la rottura con la gestione privatistica della Gori SpA, la gestione comunale del servizio idrico e la corresponsione diretta alle casse comunali dei pagamenti delle tariffe dei cittadini secondo i parametri vigenti prima della privatizzazione.

Un gesto di disobbedienza istituzionale che in realtà obbedisce alla volontà dei cittadini di riappropriarsi di un bene comune e che riconsegna all’assemblea elettiva il proprio ruolo di luogo della partecipazione sociale e della democrazia locale. Un passaggio straordinario che dimostra la grande capacità di mobilitazione territoriale e nazionale del movimento per l’acqua, in grado di unire la resistenza alle privatizzazioni con una radicale e concreta proposta alternativa. Ora più che mai occorre sostenere il risultato di Nola con la sua immediata estensione ad altri comuni limitrofi creando le condizioni per la concreta ripubblicizzazione del servizio idrico e per la sua gestione pubblica e partecipativa.Siamo pronti a contribuire a questo percorso nelle forme e nei modi che i comitati territoriali di Nola e dintorni riterranno più opportune. 

IL FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA 

Porto Alegre ovunque: illustrata la nuova formula dei movimenti, non un singolo vertice ma centinaia di eventi sparsi nel pianeta Oltre ottanta paesi e mille organizzazioni diverse hanno risposto all’appello del Wsf per una giornata mondiale di mobilitazione altermondialista per il 26 gennaio. Ieri a Roma la presentazione, in collegamento con Iraq e Palestina

wsfworld1.jpg

Un motore di ricerca per l’alternativa. Si potrebbe definire anche così la strana macchina del World social forum 2008, che per il prossimo 26 gennaio ha indetto in tutto il mondo una giornata di mobilitazione: non un solo Forum, com’è stato fino a oggi, ma centinaia di eventi organizzati in ogni angolo del pianeta da tutte le organizzazioni che condividono la piattaforma del movimento. Una strana macchina, plurale e articolata, sospinta da energie umane e tecnologiche, che marcia ancora a pieno regime. Questo, almeno, dicevano le cifre, i temi e l’agenda illustrata ieri dai portavoce del Wsf italiano – Alessandra Mecozzi della Fiom-Cgil, Raffaella Bolini dell’Arci, Piero Bernocchi dei Cobas… – in una conferenza stampa ieri a Roma, nella Città dell’Altra economia. Significativo anche il nome della via che ospitava la sala: via Dino Frisullo, l’attivista prematuramente scomparso, che alle battaglie scomode e alle minoranze neglette ha dedicato la vita.

«Rispondo subito alla domanda – ha esordito Raffaella Bolini – che più mi viene rivolta in questi giorni dalla stampa: questa modalità di azione del Wsf non è un sintomo di debolezza. Anzi. Siamo qui per parlarvi di una scommessa difficile: rendere visibile ciò che non appare». Un Wsf in buona salute, dunque, e aver evitato un incontro «centralizzato» è stato solo un risparmio economico ed energetico. Le discussioni accese sull’accettare o meno la presenza dei presidenti amici o delle organizzazioni politiche in quanto tali? Superate nella pratica, sembrerebbe: superate nel lavoro di radici e tessiture che porta alla costruzione di grandi momenti di mobilitazione di massa su questioni e scadenze di importanza sostanziale.

Per il resto, ognuno procede su singole questioni territoriali, articolando le iniziative che meglio ritiene. «Il movimento ha fatto propria la pratica delle donne – dice ancora Bolini – che consente mediazioni e non rotture». E Piero Bernocchi aggiunge: «E’ una pratica inedita per chi, come me, viene dalle battaglie del Novecento. I movimenti di oggi insegnano a non opporre soltanto dei no, ma a produrre alternative. Insegnano forme nuove. E poi – ha aggiunto il portavoce dei Cobas – che cos’è un’organizzazione come Via Campesina, se non una internazionale dei contadini in questo secolo in cui sperimentiamo forme nuove?» Leggi il seguito di questo post »

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