You are currently browsing the daily archive for 25,02PMSab, 02 Feb 2008 20:14:58 +0100322008,2008.

insieme_big.jpgPensata da associazioni e semplici cittadini del capoluogo dauno, prenderà vita il prossimo 3 febbraio dalle ore 18:30 a Foggia, presso l’isola pedonale di Corso Vittorio Emanuele, una manifestazione di solidarietà verso tutti coloro che, negli ultimi giorni, hanno ricevuto minacce e intimidazioni da parte della criminalità locale e contro ogni azione mafiosa o illegale

“Noi giovani vogliamo dare un segno di orgoglio e civiltà in questa città, ogni giorno ferita dall’arroganza e dalla violenza di chi intende continuare a vivere sulla sofferenza e lo sfruttamento degli altri; di chi agisce nel buio, nell’omertà e nell’indifferenza generale opponendosi ad ogni forma di crescita umana, morale e culturale.

Vogliamo esprimere vicinanza a tutte le persone offese, consapevoli che la prossima volta potremmo essere noi ad essere presi di mira.
Vogliamo, senza se e senza ma, dire no alla violenza e alla mafia.
Vogliamo tenere la testa alta e lo sguardo diritto in avanti consapevoli che c’è molto da fare e cambiare a cominciare dalla nostra responsabilità ad impegnarci e migliorare.
Cominciamo con il parlarne”.
Questo l’appello che esprime la volontà di muoversi ed esserci insieme il prossimo 3 febbraio.

Queste le associazioni che, sino ad ora, hanno aderito all’iniziativa: Acli, Arci-Foggia, Area Nuova, Ass. sulla Strada di Emmaus, Associazione Periferie, Attac-Foggia, AUSER (Associazione di volontariato per l’autogestione dei servizi e la solidarietà), Azione Cattolica, Centro Interculturale “Baobab”, Circolo La Merlettaia, Fratelli della stazione, Foglio di Via, I grilli di Foggia,  Movimento di obiezione alle spese militari – Difesa popolare nonviolenta, Moto Perpetuo, Pastorale Giovanile della Diocesi di Foggia-Bovino, Rinascita Universitaria, Sinistra Giovanile, Unigiovani. 

di Emiliano Fittipaldi

In Italia privati e comuni si contendono un affare che vale 2,7 miliardi di euro.
E appalti, bandi e crisi idriche finiscono spesso nel mirino dei pm
foto-espresso.jpgIl rischio di finire con l’acqua alla gola l’Italia non l’ha mai avuto. Sono ormai dieci anni che la penuria di oro liquido preoccupa esperti e amministratori locali, che devono fare i conti con piogge scarse e bacini trasformati in pozzanghere. Sia al Sud, dove l’ultimo rapporto dell’Autorità sulle risorse idriche indica possibili guerre tra territori poveri di risorse. Sia al Nord, dove inefficienze e sprechi portano la rete a perdere fino al 50 per cento dell’acqua immessa nelle condutture. Infrastrutture vecchie, cattiva gestione e furti, mali endemici del settore, non allontanano però i privati da un business che, con un giro d’affari annuo di 2,7 miliardi, fa gola a molti, da quando la legge Galli del 1994 ha permesso l’ingresso di imprenditori e società miste nella gestione delle neonate Spa. I 91 nuovi Ambiti territoriali ottimali hanno semplificato il sistema, e la necessità di investimenti per le infrastrutture (secondo Federutility servono 60 miliardi di euro per i prossimi 30 anni) ha attirato aziende come mosche al miele: controllare i servizi idrici permette di mettere le mani su fondi pubblici a nove zeri, con la possibilità di aumentare le tariffe per coprire i costi. Per ora l’opposizione dei comuni e dei cittadini ha limitato la carica di imprese e multinazionali, nemiche giurate di associazioni e partiti della sinistra radicale. Leggi il seguito di questo post »

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