Timori padronali Le imprese temono che sia finita l’era della moderazione. In piazza anche i dipendenti pubblici

L’aumento salariale strappato dalla IG Metall per i lavoratori delle acciaierie nel nordovest della Germania, il più alto da 15 anni, innervosisce il padronato. La rivalutazione delle paghe del 5,2% «non potrà certo essere un esempio per altre branche», ha detto il presidente dell’associazione dei datori di lavoro Dieter Hundt. I metallurgici «si sono assicurati una durevole partecipazione allo sviluppo positivo del settore», ribatte Berthold Huber, presidente della Ig-Metall. Il contratto è stato siglato all’alba di mercoledì, dopo settimane di «scioperi di avvertimento» che avevano creato difficoltà a giganti come ThyssenKrupp e Salzgitter. Incombeva un referendum tra i lavoratori per proclamare uno sciopero a oltranza, che avrebbe pesato su aziende piene di commesse. L’accordo raggiunto nel «distretto pilota» verrà presto esteso alle altre regioni.

La busta paga degli 85 mila lavoratori dell’acciaio nel nordovest aumenterà del 5,2% dal primo marzo, per 13 mesi. Per il mese di febbraio si è concordata un compenso di 200 euro. Gli apprendisti guadagneranno 70 euro in più al mese. La IG Metall chiedeva all’inizio aumenti dell’8% e 100 euro per gli apprendisti.


Il boom della domanda d’acciaio su scala mondiale ha assicurato alle imprese guadagni record. ThyssenKrupp ha ottenuto nel 2006-07 un profitto di 3,3 miliardi di euro, al lordo dalle tasse. A confronto, i 70-75 milioni all’anno di costi salariali aggiuntivi calcolati da Thyssen sono poca cosa.

È certo diversa la situazione per gli 1,3 milioni di dipendenti pubblici dei comuni e degli enti federali, ancora impegnati in «scioperi di avvertimento», che coinvolgono decine di migliaia di adetti. Gli scioperi, organizzati dal sindacato Ver.di, investono a macchia di leopardo uffici e asili, ospedali e raccolta della spazzatura.

Anche Ver.di chiede aumenti dell’8%. Le entrate fiscali sono aumentate. E c’è da recuperare il ritardo accumulato negli anni austeri della coalizione rosso-verde, con tagli alla spesa pubblica, stagnazione dei salari, aumento degli orari di lavoro.

Il clima è cambiato. Nessuno è piu disposto a fare sacrifici mentre si viene a sapere che nel 2006-07 i compensi dei manager delle maggiori imprese quotate sono aumentati del 23,3%. E che uno di loro, il presidente delle poste Klaus Zumwinkel, nascondeva al fisco i suoi milioni in Liechtenstein.

Rudi Ostler Berlino