Marco Bersani, di Attac Italia lo dice convinto: «Voterò per la Sinistra Arcobaleno». I motivi? «Tenere aperta una strada e continuare a coltivare l’idea che la politica possa cambiare, che non sia una cosa immutabile».

C’è un gran parlare di voto utile in questi ultimi e concitati giorni di campagna elettorale. Il voto alla Sinistra Arcobaleno è così inutile?
Il punto è che il voto non deve essere utile ma libero e laico. Ciascuno deve essere libero di valutare senza condizionamenti di questo tipo. Detto questo penso che i cambiamenti non attraversano il voto ma le mobilitazioni sociali, i movimenti. il voto è importante per capire cosa si muove nella società.

Dopo il voto Rifondazione e la Sinistra si troveranno davanti a una nuova strada da percorrere ed una nuova casa da edificare, cosa aspettarsi?
La prima cosa che mi aspetto, è una valutazione seria sull’esperienza di governo. Una sconfitta che va a affrontata per capire cosa non ha funzionato.

E cos’è che non ha funzionato?
L’idea di rappresentare nel governo le istanze dei movimenti.

Torniamo al nuovo soggetto della Sinistra. Cosa dovrà diventare?
Sarà proprio l’analisi di quella sconfitta che ci permetterà di capire in che direzione dovrà andare questo nuovo soggetto. Per quanto mi riguarda la mi idea è che debba favorire al massimo la partecipazione dal basso e istanze dei movimenti.
In tutto questo credo che sia particolarmente importante rimarcare l’idea che si possa trasformare la politica senza ridursi a ripetere che sia immodificabile.

Sarà molto diverso se dovesse vincere Veltroni piuttosto che Berlusconi?
Al di là del fatto che Berlusconi indubbiamente mantiene una pericolosa carica eversiva, in termini di politiche liberiste non credo ci sia grande differenza. Insomma, la mia impressione è che la situazione sarà identica sia che vinca Veltroni o Berlusconi. In tutto questo credo molto nell’ipotesi del pareggio.

E cosa succederà in caso di pareggio?
Si metteranno insieme a decidere la prossima riforma elettorale che sarà sempre più antidemocratica. Prepariamoci a una stagione di conflitti sociali.