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Assistenza Sanitaria: Privilegio per ricchi o diritto Universale?

 

Foggia 31 ottobre ore 16: 30 proiezione del film Sicko di Michael Moore  

 

Cinema Falso Movimento – Foggia Ingresso Gratuito      

 

A seguire dibattito Nicola Affato ( Segretario CGIL Foggia) Antonio Bonanese (segretario Fp CGIL) – Mario Morlacco( direttore Ares)- Antonella Morga ( Segretaria generale Fp CGIL) -Rossana Dettori (Segretaria Nazionale Cgil)- coordina Vincenzo D’errico (giornalista)                       


Come il crac finanziario, la crisi idrica non risparmierà nessuno. Entro il 2050 i consumi di acqua saranno triplicati e il 48% della domanda resterà senza risposta

Il testo che segue è una lettera all’ordine dei geologi toscani. Alla fine di maggio Molinari è intervenuto alla loro assemblea, suscitando qualche contrasto, pur nell’approvazione generale. Il suo desiderio di tornare sull’argomento trattato allora, è stato rimandato per una malattia. Ristabilito, Molinari riprende qui il filo del discorso. I geologi toscani pubblicheranno la lettera nella loro rivista on line “Il geologo”.

La mia non era una generica denuncia ambientalista, ma la constatazione che ormai siamo nel bel mezzo di una crisi di civiltà. Sono stato accusato di essere ambientalista; come se ciò fosse una colpa e l’origine dei mali della nostra società; di essere fazioso, a proposito di privatizzazioni, e ideologicamente anticapitalista; di fare uso del termine etica in tutte le professioni, in particolare in quelle che si reggono sulla conoscenza tecnico scientifica e del territorio, dando forse la sensazione di rivolgere alla platea un’accusa piuttosto che un appello. Leggi il seguito di questo post »

 

Trovo abbastanza incredibile che nessuno, nemmeno chi dice di avere a cuore una sinistra che sappia accogliere anche istanze più moderne, di fronte alla crisi del credito ricordi la questione ambientale. Eppure abbiamo 20 o 30 anni di studi, proposte e progetti per affrontare la vera emergenza, che non è quella della scomparsa dei soldi virtuali ma è quella della scomparsa della base materiale della nostra esistenza: terra, acqua, aria e una quantità impressionante di materie prime (quasi tutte) che stanno semplicemente esaurendosi, come era ovvio che accadesse prima o poi. Lasciamo perdere l’intreccio diabolico che lega il costo quasi nullo delle materie prime allo sfruttamento del Sud del mondo e veniamo alla crisi che incombe.
Insomma, che il nostro nemico storico – cioè la finanza speculativa – sia in crisi dovrebbe essere una buona notizia così come il fatto che il fondamentalismo liberista (sposato in modo suicida dal centro-sinistra mondiale) sia stato rapidamente accantonato. Si è capito che lo Stato deve tornare in campo perché tutta la fantasmagorica ricchezza degli ultimi decenni era appunto solo virtuale: non ha riconvertito un sistema produttivo fatiscente né ha creato nuovi posti di lavoro ma, siccome i bonus dei manager erano veri e sono stati pagati, adesso ce li ritroviamo sulle nostre spalle. L’altra buona notizia è che, stavolta, il gioco deve avvenire a carte scoperte, almeno nei paesi dotati di uno straccio d’opposizione. Da noi, no: il governo Berlusconi non è nemmeno stato costretto a fare qualche cifra il che, oltre a garantire che nessuno dovrà rendere conto di niente, dà ai mercati speculativi esattamente il tipo di messaggio che bisognerebbe evitare: continuate a speculare. Leggi il seguito di questo post »

di Fabio Salviato Presidente Banca Etica 

C’è una banca ai cui sportelli da un po’ di giorni c’è la coda, a portare i propri risparmi. E’ Banca Etica, una tra le più piccole delle popolari, diversa da tutte le altre. Una banca nata per sconfessare l’economia drogata dal solo profitto, dall’indebitamento a fini speculativi, dalla separazione tra i maghi del mercato e i risparmiatori. Una Banca di scelte. A una banca così la crisi non fa un baffo. Anzi, sarebbe un modello sano ed economico da esportare. E allora ci si aspetterebbe più banca etica dentro le banche commerciali. Invece niente. Anzi, più soldi e fiducia a chi ha inventato e lucrato sulla crisi. Ce lo racconta Fabio Salviato, presidente di Banca Etica, senza sconti ai colleghi, al governo, alla politica. E con un appello: risparmiatori di tutto il mondo unitevi, siete voi la risposta alla crisi. Parola del “compagno-banchiere”.


Dietro a quella che è stata chiamata prima stretta creditizia, poi crisi di liquidità, l’impressione è che ci sia una classica crisi di solvibilità del sistema, cioè che si siano impegnati soldi che non ci sono e senza garanzie. Così lo Stato è costretto a mettere la propria garanzia sui depositi dei risparmiatori e sui prestiti alle banche. Il risparmio è tornato ad essere un bene pubblico? Leggi il seguito di questo post »

di ZYGMUNT BAUMAN


Un quotidiano britannico ha pubblicato la storia di un cinquantunenne che ha accumulato un debito di 58mila sterline su 14 carte di credito e finanziamenti vari. Con l’impennata dei costi del carburante, dell’elettricità e del gas non riusciva più a pagare gli interessi. 

Deplorando, col senno di poi, la sconsideratezza che lo ha gettato in questa situazione spiacevole se la prendeva con chi gli aveva prestato il denaro: parte della colpa è anche loro, diceva, perché rendono terribilmente facile indebitarsi. In un altro articolo pubblicato lo stesso giorno, una coppia spiegava di aver dovuto drasticamente ridurre il bilancio familiare, ma esprimeva anche preoccupazione per la figlia, una ragazza giovane già pesantemente indebitata. Ogni volta che esaurisce il plafond della carta di credito subito le viene offerto in prestito altro denaro. A giudizio dei genitori le banche che incoraggiano i giovani a prendere prestiti per acquistare, e poi altri prestiti per pagare gli interessi, sono corresponsabili delle sventure della figlia. 

C’era un vecchio aneddoto su due agenti di commercio che giravano l’Africa per conto dei rispettivi calzaturifici. Il primo inviò in ditta questo messaggio: inutile spedire scarpe , qui tutti vanno scalzi. Il secondo scrisse: richiedo spedizione immediata di due milioni di paia di scarpe, tutti qui vanno scalzi. La storiella mirava ad esaltare l’intuito imprenditoriale aggressivo, criticando la filosofia prevalente all’epoca secondo cui il commercio rispondeva ai bisogni esistenti e l’offerta seguiva l’andamento della domanda. Nel giro di qualche decennio la filosofia imprenditoriale si è completamente capovolta. Gli agenti di commercio che la pensano come il primo rappresentante sono rarissimi, se ancora esistono. La filosofia imprenditoriale vigente ribadisce che il commercio ha l’obiettivo di impedire che si soddisfino i bisogni, deve creare altri bisogni che esigano di essere soddisfatti e identifica il compito dell’offerta col creare domanda. Questa tesi si applica a qualsiasi prodotto, venga esso dalle fabbriche o dalle società finanziarie. La suddetta filosofia imprenditoriale si applica anche ai prestiti: l’offerta di un prestito deve creare e ingigantire il bisogno di indebitarsi.  Leggi il seguito di questo post »

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