You are currently browsing the daily archive for 25,10PMMer, 15 Ott 2008 23:00:00 +01002882008,2008.

 

Trovo abbastanza incredibile che nessuno, nemmeno chi dice di avere a cuore una sinistra che sappia accogliere anche istanze più moderne, di fronte alla crisi del credito ricordi la questione ambientale. Eppure abbiamo 20 o 30 anni di studi, proposte e progetti per affrontare la vera emergenza, che non è quella della scomparsa dei soldi virtuali ma è quella della scomparsa della base materiale della nostra esistenza: terra, acqua, aria e una quantità impressionante di materie prime (quasi tutte) che stanno semplicemente esaurendosi, come era ovvio che accadesse prima o poi. Lasciamo perdere l’intreccio diabolico che lega il costo quasi nullo delle materie prime allo sfruttamento del Sud del mondo e veniamo alla crisi che incombe.
Insomma, che il nostro nemico storico – cioè la finanza speculativa – sia in crisi dovrebbe essere una buona notizia così come il fatto che il fondamentalismo liberista (sposato in modo suicida dal centro-sinistra mondiale) sia stato rapidamente accantonato. Si è capito che lo Stato deve tornare in campo perché tutta la fantasmagorica ricchezza degli ultimi decenni era appunto solo virtuale: non ha riconvertito un sistema produttivo fatiscente né ha creato nuovi posti di lavoro ma, siccome i bonus dei manager erano veri e sono stati pagati, adesso ce li ritroviamo sulle nostre spalle. L’altra buona notizia è che, stavolta, il gioco deve avvenire a carte scoperte, almeno nei paesi dotati di uno straccio d’opposizione. Da noi, no: il governo Berlusconi non è nemmeno stato costretto a fare qualche cifra il che, oltre a garantire che nessuno dovrà rendere conto di niente, dà ai mercati speculativi esattamente il tipo di messaggio che bisognerebbe evitare: continuate a speculare. Leggi il seguito di questo post »

di Fabio Salviato Presidente Banca Etica 

C’è una banca ai cui sportelli da un po’ di giorni c’è la coda, a portare i propri risparmi. E’ Banca Etica, una tra le più piccole delle popolari, diversa da tutte le altre. Una banca nata per sconfessare l’economia drogata dal solo profitto, dall’indebitamento a fini speculativi, dalla separazione tra i maghi del mercato e i risparmiatori. Una Banca di scelte. A una banca così la crisi non fa un baffo. Anzi, sarebbe un modello sano ed economico da esportare. E allora ci si aspetterebbe più banca etica dentro le banche commerciali. Invece niente. Anzi, più soldi e fiducia a chi ha inventato e lucrato sulla crisi. Ce lo racconta Fabio Salviato, presidente di Banca Etica, senza sconti ai colleghi, al governo, alla politica. E con un appello: risparmiatori di tutto il mondo unitevi, siete voi la risposta alla crisi. Parola del “compagno-banchiere”.


Dietro a quella che è stata chiamata prima stretta creditizia, poi crisi di liquidità, l’impressione è che ci sia una classica crisi di solvibilità del sistema, cioè che si siano impegnati soldi che non ci sono e senza garanzie. Così lo Stato è costretto a mettere la propria garanzia sui depositi dei risparmiatori e sui prestiti alle banche. Il risparmio è tornato ad essere un bene pubblico? Leggi il seguito di questo post »

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