You are currently browsing the daily archive for 25,12amMer, 02 Dic 2009 00:50:19 +01003352009,2008.

di Michel Husson*

La crisi attuale è nata nella finanza ma si è estesa rapidamente a tutta l’economia cosiddetta reale. Ciò ci suggerisce due considerazioni. Una di ordine teorico: come analizzare i rapporti tra finanzia ed economia reale e le loro responsabilità nella crisi? L’altra, più pratica: quali sono i canali di trasmissione dall’una all’altra e come ritornare alla finanziarizzazione? Quali sono i rapporti tra finanza ed economia reale? In modo molto schematico si può dire che tra gli economisti progressisti si contrappongono due punti di vista a seconda di come giudicano la finanza: parassitaria o funzionale. Per discutere meglio queste due posizioni si può partire dalla specificità del capitalismo contemporaneo.

Dopo la svolta neoliberale dell’inizion degli anni ’80, il tasso di profitto si è ristabilito in modo considerevole, ma ciò non ha portato ad un aumento del tasso di accumulazione. Detto altrimenti, i maggiori profitti non sono stati utilizzati per investire. E’ evidente che il “teorema di Schmidt” , proposto dal cancelliere tedesco Helmut Schmidt nei primi anni ’80, (“i profitti di oggi sono gli investimenti di domani e i posti di lavoro di dopo domani”) non ha funzionato. Questo comportamento, inedito nella storia del capitalismo, viene posto in evidenza e sottolineato da numerosi analisti e costituisce l’elemento chiave della critica al capitalismo finanziarizzato. Una parte crescente delle ricchezze prodotte viene captata dai profitti bancari e dai dividendi. La prima spiegazione di questo fenomeno consiste nell’affermazione secondo la quale la finanza assorbe i profitti realizzati dalle imprese del settore produttivo. Leggi il seguito di questo post »

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