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Per privatizzare i servizi pubblici locali, prima di tutto l’acqua, il governo si nasconde dietro a presunte procedure di infrazione comunitarie. E pone la fiducia sul decreto legge, che offre ai privati affari miliardari. Le iniziative dei movimenti e dei consumatori. E i dubbi di costituzionalità. Lo hanno chiamato «decreto salva infrazioni» e a presentarlo è stato il ministro delle politiche comunitarie Andrea Ronchi per dare esecuzione alle sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee. Si compone di venti articoli, che «correggono» altrettante normative su altrettante materie, fra cui, all’articolo 15, i servizi pubblici locali di rilevanza economica [acqua, rifiuti, trasporto pubblico locale]. Leggi il seguito di questo post »

Dal 16 novembre 2009 l’acqua in Italia potrebbe cessare di essere un bene pubblico. Cittadini, Forum italiano per i movimenti dell’acqua, Verdi, Prc, Idv e rappresentanti della Regione Lazio dicono “no”

di Anna Clelia Cagnetta

acqua protestaGiovedì mattina a Roma centinaia di persone hanno protestato davanti alla Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio, per ribadire il loro “no” alla privatizzazione dell’acqua. Proprio in questi giorni, infatti, la Commissione Affari Costituzionali della Camera sta discutendo il decreto legge 135/09, approvato al Senato lo scorso 4 novembre, il cui articolo 15 sancisce che i servizi pubblici locali (rifiuti, trasporti, energia elettrica, gas e quindi anche acqua) hanno rilevanza economica e possono essere gestiti da privati.

Al presidio hanno partecipato cittadini, Verdi, Rifondazione Comunista, esponenti dell’Italia dei Valori, rappresentanti della Regione Lazio e un centinaio di attivisti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua , i quali, con le mani dipinte di blu, hanno urlato “Vergogna”, “Acqua Pubblica” e srotolato striscioni dalle scritte “L’acqua è un diritto, non una merce” e “Voi 630 deputati, noi 406.000 cittadini”. È questo infatti il numero dei cittadini che ha presentato in Parlamento una legge di iniziativa popolare a favore della ripubblicizzazione dell’acqua: oltre 400.000 firme raccolte a sostegno di una legge depositata ormai da due anni. Leggi il seguito di questo post »

ALEX ZANOTELLI SULL’ACQUA

no bottle waterMentre il Governo, attraverso l’art.15 del D.L. 135/09, vuole mettere definitivamente l’acqua nelle mani del mercato, un importantissimo segnale di controtendenza arriva dalla Regione Puglia, che, nella giornata di martedì 20 ottobre, con una delibera di Giunta Regionale, ha sancito l’avvio della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, definendo l’acqua un “bene comune e un diritto umano universale” e il servizio idrico come “servizio di interesse regionale privo di rilevanza economica” e nel contempo decidendo di impugnare presso la Corte Costituzionale il provvedimento legislativo in quanto lesivo delle prerogative assegnate dalla Costituzione alle Regioni.

Grazie alle mobilitazioni messe in campo dal Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, la Regione si è inoltre impegnata ad approvare a breve una legge regionale che sancisca la trasformazione dell’Acquedotto Pugliese da S.p.A. ad ente di diritto pubblico, definendo così la totale fuoriuscita dell’acqua dalle leggi del mercato. Leggi il seguito di questo post »

aguaDopo Parigi e l’Urugay, anche in Puglia stop al fondamentalismo liberista. La regione Puglia si era già segnalata rompendo il contratto con gli ‘spacciatori di derivati’ all’acquedotto pugliese e denunciandoli per truffa al tribunale di Bari. Un bel colpo che vale più di cento verbose mozioni. Tra l’alto, sotto il profilo europeo, se un ente locale decide per la gestione diretta di un bene pubblico che si intende sottrarre al mercato (e quindi non viene affidato a una spa) non è più soggetto agli ‘ukase’ liberisti della UE

La giunta regionale pugliese ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale l’art.15 del decreto legge 139 del 25 settembre 2009 (“Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi locali di rilevanza economica”), in riferimento alla competenza sulla gestione delle risorse idriche. L’Avvocatura regionale, alla quale è stato affidato l’incarico, ha tempo per l’impugnazione sino al 24 novembre, data entro la quale il decreto dovrà essere convertito in legge. Leggi il seguito di questo post »

Acqua Pubblica

Giovedì 23 Aprile 2009 – Presidio al Parlamento a sostegno della legge d’iniziativa popolare, per l’acqua bene comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico

di Peter Bosshard*

renato-forum-acqua1Migliaia di funzionari del settore idrico sono attualmente a Istanbul per la quinta edizione del Forum mondiale sull’Acqua (WWF5), il cui slogan è «colmare il divario per l’acqua». Un compito improbo: circa un miliardo di persone in tutto il pianeta non hanno adeguato accesso alle risorse idriche. Tuttavia le risorse finanziarie per i paesi del Sud del mondo si stanno rapidamente prosciugando, anche per il settore idrico.

Nella loro dichiarazione finale, i ministri convenuti al WWF5 chiederanno un aumento significativo di investimenti nelle infrastrutture per l’acqua. Eppure il loro modello di sviluppo preferito, che comprende grandi dighe e canali di irrigazione, non risponde alle esigenze delle persone che non hanno accesso all’acqua potabile, a un sistema di fognature e all’irrigazione. Leggi il seguito di questo post »

Istanbul: manifestazione in difesa dell’acqua, 17 arresti
Alle 12 di questa mattina sotto gli occhi della stampa internazionale, la polizia in tenuta antisommossa ha caricato i circa 300 manifestanti del Forum Alternativo dell’Acqua ad Istanbul, riunitisi per protestare contro l’inizio dei lavori del Quinto Forum Mondiale dell’Acqua

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Dopo un breve scontro violento il corteo è stato disperso con l’uso di idranti. Numerose le persone coinvolte negli scontri. Arrestati 17 attivisti turchi, di cui al momento non si hanno notizie certe. Una delegazione internazionale del Controforum si è recata presso la stazione di polizia per avere notizie degli arrestati, mente un’altra delegazione si è recata al Forum ufficiale per rendere noto quello che era successo.

Manganelli e idranti per disperdere centinaia di persone accorse a Istanbul da tutto il mondo per manifestare pacificamente contro il World Water Forum e per difendere l’acqua, bene di tutti e di nessuno, dal mercato e dalle privatizzazioni. L’incontro organizzato dal Congresso Mondiale dell’Acqua sotto l’egida di multinazionali, della Banca Mondiale e dei governi che vogliono vendere e spartirsi l’acqua del pianeta, è iniziato questa mattina con la carica della polizia in assetto antisommossa. 17 gli arresti, tutti attivisti dei sindacati e dei movimenti della sinistra turca che si richiamano al movimento di Platform, decine le persone contuse coinvolte negli scontri. A nulla è valsa la presenza della folta delegazione internazionale, tra cui numerosi esponenti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, la rete interamericana Red Vida, la Rete europea dei movimenti per l’acqua e quella africana ed asiatica, per dissuadere l’intervento violento della polizia turca, più volte accusata dalle forze sociali locali e dai report di alcune organizzazioni internazionali, di gravi violazioni dei diritti umani. Leggi il seguito di questo post »

acquapubblica2213

I prestiti capestro della Depfa alle società laziale e calabrese. Si chiama project financing, si basa sui derivati ed è lo strumento con cui la finanza va alla conquista dei beni comuni privatizzati. Che ora rischiano di finire travolti dalla crisi economica. Il caso dell’acqua

È un cocktail micidiale quello che si sta formando tra il capitale finanziario internazionale e i servizi pubblici locali in Europa. Dalla metropolitana di Londra fino all’acqua della Calabria, passando per la Toscana e per la provincia di Latina: la stessa vita quotidiana, l’acqua da bere, i trasporti, l’energia rischiano di essere messi sotto tutela dalle banche d’affari, che puntano al grande business dei fondi pubblici. Il grimaldello si chiama project financing e si basa sui prodotti derivati, la sofisticata e pericolosa finanza che ha inguaiato non pochi enti pubblici. Leggi il seguito di questo post »

immagineasp1 Erano agguerriti i sindaci e gli assessori riuniti a Roma il 21 novembre nella sala della Pace della Provincia per dar vita alla costituzione del Coordinamento nazionale degli enti locali per l’acqua pubblica. 

Rappresentano centinaia di migliaia di cittadini che da Castellammare di Stabia ad Aprilia, città dove si è dato appuntamento il Secondo Forum italiano dei movimenti per l’acqua (22-23 novembre), dall’agrigentino all’area dell’astigiano, formano comitati civici e aprono vertenze sul territorio per contrastare il passo all’incedere della privatizzazione del servizio idrico. Così il conflitto sull’acqua in Italia comincia a mostrare proporzioni rilevanti ed implicazioni inedite. 

L’oggetto della contestazione e della mobilitazione straordinaria è un articolo, il 23bis, inserito come modifica apportata in sede di conversione al decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, e approvato dalla Camera il 5 agosto scorso (legge 133/2008).  Leggi il seguito di questo post »

logoforum2_1Aprilia (LT) 22-23 Novembre 2008- Roma, 21 Novembre 2008 –

Ore 15.00 – 18.00 – Sala della Pace della Provincia di Roma

Assemblea del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali
per l’Acqua Pubblica

 – Aprilia, 22-23 Novembre 2008 –

Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

“Acqua pubblica: riprendiamoci il futuro!”

A distanza di due anni e mezzo dal Primo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua (Roma 10-11-12 Marzo 2006), dopo una straordinaria raccolta firme a sostegno della legge d’iniziativa popolare (406.626 firme), dopo una grande manifestazione nazionale (1° Dicembre 2007) in cui il popolo dell’acqua è sceso in piazza per ribadire che l’acqua deve essere pubblica e che i beni comuni vanno tutelati, il Movimento per l’Acqua ha deciso di ritrovarsi di nuovo per il Secondo Forum Italiano.

Otto seminari tematici, workshop e due momenti assembleari plenari faranno di questo appuntamento una nuova occasione di sensibilizzazione sociale sul tema dell’acqua e dei beni comuni, oltre a caratterizzarlo come una tappa fondamentale per:

1) la costruzione di una piattaforma generale sull’intero ciclo dell’acqua, che, dalla lotta per la ripubblicizzazione, si estenda a tutte le possibili vertenzialità sulla tutela e la conservazione della risorsa;

2) il rilancio delle mobilitazioni territoriali su tutto il territorio nazionale, aprendo la discussione dentro il movimento per conoscere e condividere lo stato delle stesse e le loro prospettive future;

3) il rilancio di una forte vertenza nazionale che consenta il rafforzamento delle lotte territoriali e la riapertura di una capacità di incidere sull’agenda politica nazionale per aprire la strada alla legge di iniziativa popolare;

4) l’apertura e la connessione con altre esperienze di lotta e di mobilitazione sui beni comuni.

Leggi il PROGRAMMA

 

Come il crac finanziario, la crisi idrica non risparmierà nessuno. Entro il 2050 i consumi di acqua saranno triplicati e il 48% della domanda resterà senza risposta

Il testo che segue è una lettera all’ordine dei geologi toscani. Alla fine di maggio Molinari è intervenuto alla loro assemblea, suscitando qualche contrasto, pur nell’approvazione generale. Il suo desiderio di tornare sull’argomento trattato allora, è stato rimandato per una malattia. Ristabilito, Molinari riprende qui il filo del discorso. I geologi toscani pubblicheranno la lettera nella loro rivista on line “Il geologo”.

La mia non era una generica denuncia ambientalista, ma la constatazione che ormai siamo nel bel mezzo di una crisi di civiltà. Sono stato accusato di essere ambientalista; come se ciò fosse una colpa e l’origine dei mali della nostra società; di essere fazioso, a proposito di privatizzazioni, e ideologicamente anticapitalista; di fare uso del termine etica in tutte le professioni, in particolare in quelle che si reggono sulla conoscenza tecnico scientifica e del territorio, dando forse la sensazione di rivolgere alla platea un’accusa piuttosto che un appello. Leggi il seguito di questo post »

Il Forum sociale è servito a completare la formazione di una rete continentale europea contro la privatizzazione dell’acqua. Appuntamento al Forum alternativo di Istanbul, nel marzo del 2009.

Tommaso Fattori Forum italiano dei movimenti per l’acqua

Guarda il video dell’assemblea di Malmoe del 21 Settembre 2008

[22 Settembre 2008]E’ domenica ed e’ appena terminata l’assemblea finale dei movimenti per l´acqua nella giornata conclusiva del quinto Forum Sociale Europeo. La decisione e’ presa, con un accordo che va dalla Scandinavia alla Turchia: si costituisce la rete europea dei movimenti per l’acqua pubblica, nel continente che ospita le piu’ grandi multinazionali globali del settore, nel continente che ha visto popolari e socialisti a braccetto richiedere la liberalizzazione dei servizi pubblici ai paesi del Sud in sede di accordi Gats della Wto.

Lavorare localmente, connettersi globalmente e’ la pratica «storica» dei movimenti altermondialisti. Con la coscienza che attraverso l’acqua potrà svilupparsi un più generale movimento in difesa dei beni comuni fondamentali e dei servizi pubblici, oggi sbriciolati dalla globalizzazione privatista. Il Forum Mondiale di Belem a gennaio 2009
renderà evidente – a partire dallo stesso contesto in cui si svolgerà: lo straordinario ecosistema amazzonico – come sia impossibile parlare d’acqua senza parlare di foreste e biodiversità, di terra, salute o energia. D’altro canto, la stretta interrelazione fra questioni sociali e ambientali e’ stato un elemento di fondo del Forum di Malmoe e una delle più nette direzioni di lavoro che, come movimento altermondialista, ci stiamo dando. Leggi il seguito di questo post »

 

di Alex Zanotelli, Cosenza 15 Agosto

Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra ,lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini( Locride) e dell’Arca di Noè ( Cosenza ), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce  la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.

 

Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione ,in particolare del Pd ,nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. ( Una decisione che mi indigna ,ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on  Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!) Leggi il seguito di questo post »

Certamente la Signora Lanzillotta, il Signor Bersani e tutti coloro che in seno all’ex-governo di centro sinistra si sono battuti (e sono stati in tanti) per la liberalizzazione/privatizzazione dei servizi idrici, sono felici. Finalmente sono riusciti, grazie ai Signor Tremonti, Alemanno e Berlusconi, a realizzare il loro sogno di vedere la concorrenza, la competititività, la performance commerciale, la dimensione industriale, la creazione di ricchezza per il capitale privato (ma anche pubblico: si pensi ai dividendi per i Comuni azionisti!) orientare il governo dei servizi pubblici locali.
Che bello, si diranno crogiolandosi al calore dell’articolo sulle liberalizzazioni del nuovo decreto legge 112 del 25 giugno 2008, ora tutto è più chiaro e conforme agli imperativi della modernizzazione dell’economia italiana per adeguarla ai canoni della globalizzazione dei mercati finanziari mondiali! A partire dall’entrata in vigore del decreto, la gestione dell’acqua deve essere affidata, via gara pubblica, principalmente a due tipi di impresa, quella a capitale privato e quella a capitale misto (dove il capitale privato non puo’ essere inferiore al 30%). Anche se l’affidamento ad un’impresa «pubblica» in house non sparisce formalmente, esso sarà possibile solo nelle situazioni che non consentono un efficace ed utile ricorso al mercato, adeguatamente motivate all’Antitrust con un’analisi di mercato e una valutazione comparativa con l’offerta privata. Ad ogni modo, tutti gli appalti acquisiti con affidamenti in house senza gara cesseranno la loro efficacia al più tardi il 31 dicembre 2010. Leggi il seguito di questo post »

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