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Al via la raccolta di firme per l’iniziativa: «Un servizio pubblico privo di rilevanza economica»

All’inizio del 2007 inizierà in tutta Italia una raccolta di firme per la legge popolare contro la privatizzazione dell’acqua. La raccolta durerà sei mesi in modo che a metà luglio il parlamento sia investito da una valanga di firme, ben di più delle 50.000 necessarie. Il progetto di legge è stato presentato ieri a Roma. il testo è il risultato di una consultazione di massa avvenuta attraverso decine di riunioni locali e un successivo confronto sulla rete, per limare i vari articoli e non trascurare niente, fino ad arrivare al testo che sarà proposto al pubblico da gennaio, in una consultazione di massa che si prevede molto seguita e animata.

Ieri si è presentato il comitato promotore che agisce per conto di 55 reti nazionali e centinaia di reti territoriali. Tutti fanno parte del movimento nazionale sull’acqua, bene comune. Hanno parlato, tra gli altri, Bersani di Attac, Podda della Cgil pubblico impiego, Molinari del contratto mondiale dell’acqua, Miliucci dei Cobas, Martinelli di Mani tese. Ha concluso Zanotelli, «prete e missionario», come si è definito. L’acqua è un grande obiettivo che unifica l’intero movimento e per molti aspetti coincide, come ha notato Zanotelli, con il movimento della pace: un movimento di pace, che cerca la democrazia. Leggi il seguito di questo post »

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                                       Parte la  Campagna  Nazionale  Raccolta Firme

               Conferenza Stampa di presentazione della Legge si terrà martedì 28, ore 13.

                              Legge di Iniziativa Popolare per la ripublicizzazione dell’Acqua.
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Proposta di legge di iniziativa popolare

Istituzione di una nuova scala mobile per la indicizzazione automatica delle retribuzioni dei lavoratori e delle lavoratrici

Premesso che: nel mese di luglio del 1992 il Governo,la Confindustria e CGIL – CISL – UIL sottoscrissero un accordo interconfederale a seguito del quale venivano definitivamente abrogati gli accordi sindacali e le norme di legge aventi per oggetto l’indicizzazione automatica delle retribuzioni dei lavoratori e lavoratrici pubblici e privati all’inflazione rilevata dall’ISTAT, la cosiddetta scala mobile; con lo stesso accordo interconfederale la scala mobile veniva sostituita con un modello contrattuale basato sull’inflazione programmata da contrattare, comparto per comparto, ad ogni rinnovo dei CCNL;tale modello di difesa delle retribuzioni e delle pensioni non è riuscito a tutelare il potere di acquisto delle stesse.   Leggi il seguito di questo post »

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