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Il recentissimo studio pubblicato da Laurie Barclay, MD e Charles Vega, MD sull’ Amrican Journal of Clinical Nutrition. ( 2006;84:936-942) rappresenta la definitiva conferma di un nuovo grave danno indotto da Cola gassata, bevanda che pudicamente i ricercatori chiamano nell’articolo “carbonated cola”. Lo studio è stato condotto su 2538 donne americane consumatici abituali di “Cola gassata” a confronto con donne bevitrici di liquidi gassati, ma “non Cola”, e con maschi abituali consumatori di “Cola gassata”. La perdita di massa ossea (=osteoporosi) era presente in modo assolutamente evidente solo nelle donne consumatrici abituali di “Cola gassata”! Interessante notare che la stessa perdita di massa ossea si è manifestata anche nelle donne che bevevano regolarmente la “Cola gassata” nelle forma “light” e “decaffenaited”. Insomma la lista dei danni per la salute di questo prodotto si aggiunge a quella della triste storia dei sorprusi esercitati da queste multinazionali sui lavoratori e sulle popolazioni ricche di acqua o di principi attivi come il Guaranà dell’Amazzonia. Wallace   http://www.liblab.eu 

25_11_2006-136-copia.jpgIl pericolo non è la notte. Non è la strada. La prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne europee, tra i 16 e i 40, è la violenza da parte di mariti, compagni, fidanzati, padri, fratelli. E’ in casa che avvengono il 90% di stupri, maltrattamenti, violenze fisiche e psicologiche. In Italia. Nel mondo.

Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza maschile contro le donne, saremo in piazza, di giorno. Sfileremo con tante case ­ di cartone, di carta, di stoffa, di marzapane ­ per sottolineare e denunciare quello che è sotto gli occhi di tutte e di tutti, ma che spesso si finge di non vedere o ci si dimentica volentieri: il luogo di maggiore rischio è per noi la famiglia, sono le mura domestiche.

Sfileremo per dire che il cambiamento non si costruisce con le politiche repressive o con l’inasprimento delle pene ma mettendo in discussione le relazioni tra i generi per come sono state storicamente costruite dal patriarcato. La violenza maschile parla anche di noi, delle nostre relazioni, della società in cui viviamo. 

25_11_2006-002-copia.jpgSabato 25 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, il Forum delle donne del Prc insieme all’assemblea delle donne di Roma organizza una manifestazione a Roma e presenta l’appello di El Fem, la rete femminista della Sinistra europea.L’appuntamento è in largo Argentina, «per dire che la violenza degli uomini contro le donne è una realtà anche in Italia, che si consuma in grandissima parte dentro le mura domestiche, come confermano tutti i dati. Ciononostante dai banchi delle chiese ai banchi del Parlamento voci maschili continuano a tuonare per imporre il loro dominio sul corpo delle donne e a produrre politiche familiste, come la legge 40, specchio fedelissimo del modello patriarcale dominante. A caratterizzare questa volontà di opposizione tutte le donne si ritroveranno a largo Argentina, dalle 12 in poi, con una casa di cartone come simbolo per demistificare il ruolo della famiglia e dire che la violenza non è fuori, ma dentro le case». Successivamente le donne si ritroveranno alla Casa internazionale della donna dove, in occasione della presentazione del dossier del settimanale Diario «Stupro», sarà presentato anche l’appello femminista europeo contro la violenza alle donne, risultato di un incontro europeo che ha avuto luogo a Trieste nell’ottobre scorso tra 150 delegate provenienti da diversi paesi. L’appello sarà presentato lo stesso giorno nel corso delle manifestazioni in programma in tutta Europa, anche a Berlino, Parigi, Atene.

Ecco il testo dell’appello europeo femminista: Leggi il seguito di questo post »

25_11_2006-069-copia.jpgIda Dominijanni Il Manifesto

Ne uccide e ne mutila più la violenza maschile che l’infarto, o il cancro, o la oggi tanto esecrata anoressia. Prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne di tutto il mondo, così dicono i dati ufficiali. La mobilitazione e le manifestazioni di oggi non serviranno certo a eliminarla, come si propongono negli slogan, ma a imporla al discorso pubblico forse sì. Anche se a parlare, ancora una volta, sono le vittime, nel silenzio e nella latitanza dei carnefici. Le piazze ci accolgono, i giornali ci chiedono di scriverne, le radio di parlarne, i salotti televisivi non mancheranno di tingersi di rosa.Proviamo a immaginare una scena rovesciata: che sia un uomo a scrivere questo editoriale, uomini a prendere il microfono, uomini a scendere in piazza e ad esporsi in tv. A dirci perché loro, o un loro amico o un loro nemico o un loro vicino di casa, sentono di tanto in tanto l’incontenibile impulso a far male a una donna, a possederla violentemente, o a eliminarla dal creato; a chiudere una storia d’amore infilando l’ex amata in un cassonetto, o a costringere ad amarli una che non vuol saperne, o più semplicemente a malmenare la moglie o la figlia al riparo delle mura domestiche, nel regno di una privacy delinquenziale che nessuna intercettazione infrange. Perché? Leggi il seguito di questo post »

Via libera al parto indolore
Donne Il servizio sanitario si farà carico dei costi dell’anestesia epidurale

Molto presto partorire in ospedale per una donna non sarà più un’epserienza dolorosa, per quanto felice. Un disegno di legge approvato ieri dal consiglio dei ministri introduce all’interno dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) anche la possibilità di accedere in maniera gratuita e informata all’anestesia epidurale. Per molte donne si tratta di una conquista importante, visti gli alti costi con cui il cosiddetto «parto indolore» viene praticato nelle strutture private e pubbliche. E non a caso i commenti all’approvazione del testo presentato dal ministro della Salute Livia Turco, sono stati tutti più che positivi: «E’ fatastico», ha detto ad esempio il professor Giorgio Pardi, direttore dell’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica II dell’Università di Milano. «Anche in questo campo, come in altri, l’Italia era divisa in aree, alcune privilegiate, altre meno. Quella di oggi – ha concluso il ginecologo – mi sembra una decisione molto positiva» Leggi il seguito di questo post »


pillola_abortiva.jpgLa Ru 486 funziona. Ecco i dati

Silvio Viale, il ginecologo che ha sperimentato la pillola abortiva a Torino, presenta i primi risultati: «Sono confortanti e in linea con la letteratura internazionale»
Cinzia Gubbini – IL MANIFESTO

Nel 99,73% dei casi l’aborto è avvenuto senza problemi. Per una percentuale pari al 6,93% – cioè per 23 donne – si è ricorso a una revisione della cavità uterina, per accertarsi che l’espulsione del feto fosse avvenuta completamente. Sono questi i primi dati della contestata sperimentazione della pillola abortiva RU486 effettuata dall’ospedale Sant’Anna di Torino. Leggi il seguito di questo post »

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