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Il Forum sociale è servito a completare la formazione di una rete continentale europea contro la privatizzazione dell’acqua. Appuntamento al Forum alternativo di Istanbul, nel marzo del 2009.

Tommaso Fattori Forum italiano dei movimenti per l’acqua

Guarda il video dell’assemblea di Malmoe del 21 Settembre 2008

[22 Settembre 2008]E’ domenica ed e’ appena terminata l’assemblea finale dei movimenti per l´acqua nella giornata conclusiva del quinto Forum Sociale Europeo. La decisione e’ presa, con un accordo che va dalla Scandinavia alla Turchia: si costituisce la rete europea dei movimenti per l’acqua pubblica, nel continente che ospita le piu’ grandi multinazionali globali del settore, nel continente che ha visto popolari e socialisti a braccetto richiedere la liberalizzazione dei servizi pubblici ai paesi del Sud in sede di accordi Gats della Wto.

Lavorare localmente, connettersi globalmente e’ la pratica «storica» dei movimenti altermondialisti. Con la coscienza che attraverso l’acqua potrà svilupparsi un più generale movimento in difesa dei beni comuni fondamentali e dei servizi pubblici, oggi sbriciolati dalla globalizzazione privatista. Il Forum Mondiale di Belem a gennaio 2009
renderà evidente – a partire dallo stesso contesto in cui si svolgerà: lo straordinario ecosistema amazzonico – come sia impossibile parlare d’acqua senza parlare di foreste e biodiversità, di terra, salute o energia. D’altro canto, la stretta interrelazione fra questioni sociali e ambientali e’ stato un elemento di fondo del Forum di Malmoe e una delle più nette direzioni di lavoro che, come movimento altermondialista, ci stiamo dando. Leggi il seguito di questo post »

Proposte per un rilancio del processo costituente avanzate durante il seminario sulla costruzione di istituzioni europee democratiche in apertura del quinto social forum europeo a Malmo in Svezia
18 settembre 2008 –

Nicola Vallinoto www. peacelink.it

Si e’ appena conclusa la prima batteria degli oltre 250 seminari che costituiscono il programma del primo social forum organizzato per la prima volta nei paesi nordici. Dopo gli appuntamenti di Firenze, Parigi, Londra ed Atene il forum approda sul Mar Baltico in un momento di grave crisi internazionale.
Il forum sociale europeo giunto alla sua quinta edizione dovra’ superare un’esame di maturita’ e dimostrare di saper proiettare l’altra Europa disegnata nella Carta dei principi in un progetto politico capace di trasformare le attuali istituzioni europee in un’Europa politica e sociale in grado di rispondere alle esigenze e alle richieste dei cittadini europei.
Alcune prime risposte sono arrivate durante il primo seminario della rete della Carta dei principi dell’altra Europa intitolato “Europe: How to build democratic institutions” e dedicato alle prossime sfide per democratizzare le istituzioni europee. Leggi il seguito di questo post »

 UN ‘ALTRO MONDO  e’ POSSIBILE

GIORNATA DI MOBILITAZIONE E AZIONE GLOBALE A FOGGIA

 

logo_forum_social_mundial2.jpgE’ iniziato il conto alla rovescia! Il 26 gennaio, Giornata di Mobilitazione e Azione Globale del World Social Forum, si avvicina e sono già moltissimi gli appuntamenti previsti in tutto il mondo. Anche in Italia sono tantissime le organizzazioni che hanno aderito alla giornata. Foggia presenta la sua Azione Globale a difesa dell’acqua come bene Comune contro le privatizzazioni dei servizi idrici. L’appuntamento foggiano si svolgerà Sabato 26 gennaio 2008 presso l’auditorium della biblioteca provinciale alle ore 17:30, la serata inizierà con la proiezione del film documentario “H2ORO Acqua Pubblica o Privata?” Edito dalla Rai sarà commentato dal giornalista Alessandro Gaeta.

A seguire ci saranno gli interventi di Renato di Nicola (Abruzzo social forum) ,Antonio delellis (diocesi Larino- Termoli/ forum acqua Molise), Beppe di Brisco (Attac Italia- forum pugliese dei movimenti per l’acqua), introduce e saluta Michele del Carmine (assessore ai diritti umani del Comune di Foggia). 

Sarà un’occasione unica per mettere al centro i temi ambientali,l’emergenza clima,la biodiversità e la diversità culturale, il modello di sviluppo,l’energia e l’economia, la concezione della comunità e della democrazia. Certamente, la scelta di organizzare la Giornata di Azione Globale crea un clima più favorevole a questa discussione e al futuro del processo del Forum sociale Mondiale. Con tutta la nostra pluralità,diversità,ricchezze di alternative e proposte lottiamo contro il neoliberismo,la guerra, il colonialismo,il razzismo e il patriarcato che genera violenza,sfruttamento,esclusione, povertà,fame,disastro ambientale e negazione dei diritti umani. Invitiamo tutte e tutti, nella diversità che è la nostra forza, a realizzare creativamente questa giornata. 

Hanno aderito alla  Manifestazione Foggiana:

ARCI- ATTAC-AMNESTY- EMERGENCY- LEGAMBIENTE CIRCOLO GAIA- KOLLETTIVO DI LETTERE – CENTRO STUDI NATURALISTICI- ASS. PERLASINISTRA – ASS.LIBERAMENTE– COMITATO ACQUA DI CAPITANATA- VERDI- PRC E PDCI.

scarica il volantino dell’iniziativa   (invito.jpg)

Porto Alegre ovunque: illustrata la nuova formula dei movimenti, non un singolo vertice ma centinaia di eventi sparsi nel pianeta Oltre ottanta paesi e mille organizzazioni diverse hanno risposto all’appello del Wsf per una giornata mondiale di mobilitazione altermondialista per il 26 gennaio. Ieri a Roma la presentazione, in collegamento con Iraq e Palestina

wsfworld1.jpg

Un motore di ricerca per l’alternativa. Si potrebbe definire anche così la strana macchina del World social forum 2008, che per il prossimo 26 gennaio ha indetto in tutto il mondo una giornata di mobilitazione: non un solo Forum, com’è stato fino a oggi, ma centinaia di eventi organizzati in ogni angolo del pianeta da tutte le organizzazioni che condividono la piattaforma del movimento. Una strana macchina, plurale e articolata, sospinta da energie umane e tecnologiche, che marcia ancora a pieno regime. Questo, almeno, dicevano le cifre, i temi e l’agenda illustrata ieri dai portavoce del Wsf italiano – Alessandra Mecozzi della Fiom-Cgil, Raffaella Bolini dell’Arci, Piero Bernocchi dei Cobas… – in una conferenza stampa ieri a Roma, nella Città dell’Altra economia. Significativo anche il nome della via che ospitava la sala: via Dino Frisullo, l’attivista prematuramente scomparso, che alle battaglie scomode e alle minoranze neglette ha dedicato la vita.

«Rispondo subito alla domanda – ha esordito Raffaella Bolini – che più mi viene rivolta in questi giorni dalla stampa: questa modalità di azione del Wsf non è un sintomo di debolezza. Anzi. Siamo qui per parlarvi di una scommessa difficile: rendere visibile ciò che non appare». Un Wsf in buona salute, dunque, e aver evitato un incontro «centralizzato» è stato solo un risparmio economico ed energetico. Le discussioni accese sull’accettare o meno la presenza dei presidenti amici o delle organizzazioni politiche in quanto tali? Superate nella pratica, sembrerebbe: superate nel lavoro di radici e tessiture che porta alla costruzione di grandi momenti di mobilitazione di massa su questioni e scadenze di importanza sostanziale.

Per il resto, ognuno procede su singole questioni territoriali, articolando le iniziative che meglio ritiene. «Il movimento ha fatto propria la pratica delle donne – dice ancora Bolini – che consente mediazioni e non rotture». E Piero Bernocchi aggiunge: «E’ una pratica inedita per chi, come me, viene dalle battaglie del Novecento. I movimenti di oggi insegnano a non opporre soltanto dei no, ma a produrre alternative. Insegnano forme nuove. E poi – ha aggiunto il portavoce dei Cobas – che cos’è un’organizzazione come Via Campesina, se non una internazionale dei contadini in questo secolo in cui sperimentiamo forme nuove?» Leggi il seguito di questo post »

«La Sinistra? O riparte dai movimenti o non è»

Castalda Musacchio
attac-internazional.gifCastalda Musacchio
«Credo che il segnale della scorsa manifestazione di sabato sulla ripubblicizzazione dell’acqua, come quello degli altri cortei, e penso a Genova alla bella protesta delle donne alla prossima tre giorni vicentina, dicono una cosa chiara: la costruzione della sinistra o riparte dai movimenti o semplicemente non è». Marco Bersani, esponente di Attac Italia, in vista dei prossimi Stati Generali a Roma l’8 e il 9 dicembre entra direttamente nel merito del dibattito tutto aperto e tutto ancora da scrivere sulla Sinistra che sarà. «Il movimento – avverte – ha posto un problema fortissimo e urgente di democrazia. E di questo la Sinistra dovrà necessariamente tener conto».

Sabato e domenica prossima a Roma gli Stati generali della Sinistra. Sei uno degli esponenti più noti all’interno del movimento: dunque qual’è il tuo auspicio in vista di questo appuntamento?
Credo che vi siano tanti segnali, e numerosi che sono stati lanciati: penso all’ultima manifestazione di sabato sulla ripubblicizzazione dell’acqua ma anche agli ultimi cortei di Genova e delle donne, che dicono una cosa lampante: la costruzione della Sinistra o riparte dai movimenti o semplicemente non è. E penso che tutto ciò che il movimento da Genova in poi ha seminato dimostri quanto questo sia vivo e visibile.

Alcuni sostengono il contrario. Dicono semplicemente che il movimento non esiste più. Sei d’accordo? Leggi il seguito di questo post »

716eaa23fc0f24714ca117351ffff9bf.jpgdi Vittorio Sergi da Nairobi

Dal Forum Sociale Mondiale sono emerse con grande forza le virtù e le profonde contraddizioni politiche di questo evento. Infatti se da un lato la convergenza di Nairobi sta favorendo la costruzione di reti e di relazioni politiche tra numerosi soggetti diversi soprattutto a livello continentale, altra è la situazione di molte delegazioni straniere e della relazione del gruppo Keniota del Forum. Dopo mesi di malumori serpeggianti per quanto riguardava la gestione poco includente del gruppo del paese ospitante e le alte quote di ammisione al Forum è esplosa la protesta: protagonisti i giovani degli slums che in questi ultimi giorni erano stati le “stelle” involontarie di una nutrita passerella delle buone intenzioni.

Un centinaio di persone, soprattutto giovani ragazze e ragazzi della nota baraccopoli di Korogocho hanno improvvisato un corteo interno per protestare contro gli altissimi prezzi del cibo e dell’acqua in bottiglia venduti da ditte private all’interno del recinto dove si svolgono gli eventi. Inoltre una altro reclamo era legato alle quote di ammissione ritenute soprattutto dalle organizzazioni di base keniote troppo alte. L’ingresso per i locali era fino ad oggi fissato a 500 scellini, ovvero circa 4 euro, equivalenti al costo dell’affitto di un mese per una delle baracche di cartone in cui vivono centinaia di migliaia di persone di Nairobi e dintorni. Leggi il seguito di questo post »

Nonostante il forum sia stato inaugurato con una marcia che è partita dalla baraccopoli di Kibera, la decisione di far pagare l’accesso, con un costo che è pari in Kenya ad un mese di affitto, ha negato l’accesso a parecchi abitanti della città. Per protestare contro questa chiusura, ieri al grido di “è un vero furto” molti giovani dello slum di Korogocho sono arrivati in corteo con cartelli con su scritto “ è questo lo spirito del social forum?”. Ad essere contestati i costi d’accesso, ma anche le scelte di appalto dei catering. Una vera vergogna se si considera che con questo meccanismo vengono tenuti all’esterno i venditori di frutta e canna da zucchero, mentre la distribuzione è stata affidata a ricchi privati, tra cui anche il fratello di un ministro. Ma tra i motivi della protesta proprio la grave situazione in cui molti sono costretti a vivere negli slum. 

Il forum si è aperto con la conferenza stampa inaugurale. 46 mila iscritti, nonostante il costo della registrazione. Diverse le attività che si stanno mettendo in campo. Nello stadio di Kasarani i temi trattati saranno molti. Alcuni sono imprescindibili e riguardano direttamente il Kenya e più in generale l’Africa: pace e guerra, a partire dalla vicina crisi somala; la cancellazione del debito; il diritto di accesso all’acqua e ai beni comuni; e infine i problemi ambientali, sempre più seri in un continente dove l’avanzare della desertificazione, che in alcuni paesi africani sta diventando irreversibile, minaccia sempre più i fragili equilibri socio-economici. 

Da Kibera aUhuru Park downtown Nairobi.

http://www.globalproject.info

Un corteo pieno di musiche diverse e di energia ha aperto il primo social forum mondiale in Africa, la settima edizione dell’evento nato a Porto Alegre, Brasile.
Il corteo e’ partito dai margini di Kibera, una delle periferie poverissime di Nairobi, uno slum, raccolta di insediamenti precari e malsani in cui vivono centinaia di migliaia di persone. In questi territori, dove i piu’ poveri della metropoli Africana devono spesso pagare per l’affito della baracca in cui vivono.
Insieme agli africani erano presenti numerosi partecipanti al FSM europei, nord e sudamericani e asiatici. Numerosi media indipendenti e mainstream erano presenti.La testa del corteo ha portato una grande bandiera della pace sostenuta da decine di uomini e donne piu’ diversi e diverse. Nonostante il sole cocente migliaia di persone hanno attraversato a passo di musica, r’blues, dub e afro beat le strade della citta’ e alcuni quartieri residenziali con una grande carica emotiva.

All’arrivo del corteo nel grande parco pubblico di Uhuru Park erano presenti alcune migliaia di persone. Di fronte e sotto il palco allestito questa notte dall’organizzazione del Forum, si sono radunate infine 20.000 persone che hanno partecipato alla cerimonia di apertura in cui si sono susseguiti tanti interventi da parte delle delegazioni di alcune delle esperienze piu’ rappresentative tra quelle inscritte al Forum. Leggi il seguito di questo post »

acqua7.jpgLa prima edizione del Forum Sociale Mondiale in Africa si apre in un contesto politico pieno di contraddizioni e conflitti estremi. Il processo di costituzione del comitato organizzatore e la costruzione degli eventi hanno già generato notevoli critiche soprattutto per quanto riguarda la rappresentatività dei soggetti che hanno in mano la direzione dell’evento. La figura più visibile é Onyango Oloo, “attivista professionista” e scrittore, nato nel 1960 nella provincia della Rift Valley, ma non emerge un soggetto politico collettivo alle spalle della sigla del Kenya Social Forum. 

Un altro capitolo riguarda i fondi donati dalla Cooperazione Italiana per il Comitato Organizzatore che ammonterebbero a 400.000 dollari in totale, ai quali bisogna aggiungere un altra quantità imprecisata da parte del ministero degli Affari Esteri francese. Leggi il seguito di questo post »

samir_amin.jpgNato al Cairo nel 1931, dopo aver studiato a Parigi Samir Amin ha lavorato dal 1957 al 1960 come Chef du Service des Études de l’Organisme de Développement Économique della sua città natale; dal 1960 al 1963 è stato consulente del Ministero della pianificazione del Mali; fino al 1970 ha lavorato presso l’Institut Africain de Développement Économique et de Planification (Idep), insegnando inoltre come docente di scienze economiche nelle Università di Poitiers, Parigi VIII e Dakar. Dopo avere passato dieci anni, dal 1970 al 1980, alla direzione dell’Idep è diventato direttore del Forum du Tiers Monde, a Dakar, e presidente del Forum Mondiale delle Alternative.

Tra le decine di libri che ha scritto, ricordiamo «L’accumulazione su scala mondiale» (Jaca Book, 1970); «Il capitalismo nell’era della globalizzazione» (Asterios,1997); «Il virus liberale: la guerra permanente e l’americanizzazione del mondo» (Asterios, 2004); «Geopolitica dell’impero» (Asterios, 2004); «Oltre il capitalismo senile. Per un XXI secolo non americano» (Punto Rosso, 2003); «Il mondo arabo» (con Ali El Kenz, Punto Rosso, 2004»; «Per un mondo multipolare» (Punto Rosso, 2006).È direttore del Forum du Tiers Monde e presidente del Forum Mondiale delle Alternative.

Il Forum Appuntamenti per contrastare l’appiattimento dell’universo simbolico
G. B.

Movimenti sociali, organizzazioni della società civile, comunità di base, associazioni e singoli attivisti di tutto il mondo si ritroveranno da domani al 25 gennaio presso il Centro sportivo internazionale «Moi» di Kasarani, nei pressi di Nairobi, in Kenya. Dopo l’esperienza dell’anno scorso dei Forum sociali mondiali policentrici di Bamako, Caracas e Karachi, quest’anno il Forum sociale mondiale (Fsm) torna infatti a ospitare in un’unica città i movimenti che si oppongono all’autoritaria ortodossia del progetto neoliberista.

 Raccolte sotto lo slogan «People struggles, people alternatives», le iniziative auto-organizzate si articoleranno attorno a nove aree tematiche, dalle quali emerge la centralità e la «trasversalità» dei problemi culturali: dal rispetto per le diverse espressioni spirituali alla democratizzazione della conoscenza e dell’informazione; dalla difesa delle diversità alla promozione dei diritti culturali; dall’autodeterminazione dei popoli al diritto all’educazione: gli appuntamenti di Nairobi si presentano – per dirla con Njuguna Mutahi, coordinatore della Commissione cultura del Comitato organizzatore del Fsm 2007 – «come una grande opportunità per sfidare le forze imperialiste» anche con gli argomenti della cultura. Leggi il seguito di questo post »

Alla vigilia di Nairobi, un incontro con l’economista Samir Amin, presidente del Forum Mondiale delle Alternative. Fra i temi toccati quello relativo all’inconsistenza del progetto europeo Tra i primi appuntamenti dai quali è nato il Forum sociale ci fu quello che venne chiamato «l’anti-Davos», piccolo ma marcatamente simbolico: vi parteciparono i rappresentanti delle grandi forze sociali, vittime delle politiche capitalistiche
Giuliano Battiston

social.jpgUn capitalismo dal volto umano? «Pura illusione». L’altermondialismo moderato? «Una ingenuità». L’Europa? «Ancora non esiste». Lontano dalla prudente retorica del politically correct, instancabile promotore di alternative politiche ed economiche al dogma neoliberista dominante, l’economista egiziano Samir Amin ha fatto del linguaggio schietto, del rigore analitico e della passione militante gli strumenti della sua decennale battaglia per anteporre l’uomo e i suoi bisogni al profitto.

Convinto sostenitore della necessità di affiancare le rivendicazioni relative alla giustizia sociale e la critica delle inuguaglianze intrinseche alla globalizzazione capitalistica con una radicalizzazione della lotta politica capace di radunare le multiformi energie dei movimenti altermondialisti, Samir Amin è un autore estremamente prolifico, i cui testi sono letti e discussi sia da quanti intendono trasformare l’eterogeneità dei «movimenti» in un attore politico collettivo, sia da quanti temono le derive della loro politicizzazione. Leggi il seguito di questo post »

A Kibera i poveri pagano per i ricchi

In uno slum di Nairobi, dove l’acqua si compra a caro prezzo e il bagno è una rarità. E chi ha i soldi ha anche i rubinetti (Paolo Rizzi Laura Bergomi) Nairobi

kibera.jpg «Maji chenchemi ya uzima», «maji usababisha kifo»: acqua fonte di vita, acqua causa di morte. Sul mini dizionario di lingua swahili non si trova la parola morte, non è argomento per turisti. Questi piccoli manuali di sopravvivenza sono pensati e redatti per muovere i primi passi e richiedere i servizi di cui non si può fare a meno quando si è in un paese straniero: food, cibo; travel, mezzo di trasporto; currency, servizi bancari: illnesses and accidents, malattie e incidenti.
Scriviamo queste righe a Nairobi nel centro commerciale Adam’s Arcade. Abbiamo preso il bus numero 4 per andare alla Comboni House ma ci hanno fatto scendere un km prima indicandoci questa direzione e, una volta superata la sbarra di controllo, ci troviamo in un’area di free wireless internet, dove la schizofrenia di Nairobi si manifesta in una decina di giovani intenti a consultare il proprio portatile sul tavolino del bar, bevendo birra o mango juice. Leggi il seguito di questo post »

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