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sud-sound-system.gifIL 20 E IL 21 GENNAIO a NAIROBI, I SUD SOUND SYSTEM sono gli attesi ospiti del World Social Forum 2007, il più importante meeting dei movimenti sociali mondiali in difesa dei diritti umani, che si svolgerà nella capitale kenyana, Nairobi, dal 20 al 26 gennaio.

SU LADYSILVIA.it: Sabato 20 gennaio la storica band salentina, invitata dalla Provincia di Lecce (come membro di presidenza del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace) nella persona dell’Assessore Luigi Calò assieme all’organizzazione del World Social Forum e con il comune di Nairobi, terrà un grande concerto inaugurale nel centro della capitale del Kenya per il quale sono attesi oltre un milione di persone.

L’appuntamento con i SUD SOUND SYSTEM proseguirà il giorno seguente, domenica 21 gennaio 2007, con un altro concerto che avverrà in uno dei quartieri più poveri della capitale keniana, Dandora, allo scopo di accendere i riflettori sulle stridenti contraddizioni di Nairobi dove, come in tutte le capitali del sud del mondo, la ricchezza convive con la povertà più assoluta, con la negazione di ogni elementare diritto, con la violenza e l’ingiustizia. Entrambi i concerti saranno di pomeriggio e l’ingresso sarà assolutamente libero. Leggi il seguito di questo post »

nairobi.jpgIl  Kenya di Nairobi. la megapoli che  scoppia per troppa gente in troppo poco spazio, dei contrasti  stridenti. Nairobi la bella, la corrotta, l’astuta, la ricca, la  tranquilla, la caotica, la piangente. Nairobi significa fonte,  dove  nasce l’acqua. Dove nasceva l’acqua ora vi sono le sue  figlie che si prostituiscono, per mangiare, per dare di che vivere  ai propri figli, dove tutto sembra perduto e perso, nei rigagnoli  delle baracche, della gente ammassata su luride catapecchie e il  sopruso è la legge. 

Si  fa di tutto per vivere: si vende ogni cosa, si ruba, si coltiva  anche il più piccolo spazio di terra. Ma è dove c’è la puzza  di marcio, di lurido, che si alzano al cielo piccole ma forti  fiammelle di speranza. E’ nei luoghi più impensabili che la  speranza prende forma. Dove la resurrezione si vede e si  tocca, la si desidera ardentemente, dove la vita batte la morte  anche quando tutto sembra dire di no.  Moderni  grattacieli si stagliano sugli ampi viali di Nairobi,  maggiore città del Kenya  e centro commerciale, culturale e delle comunicazioni della  nazione, nonché nota località turistica e via d’accesso per le  riserve di caccia del Kenya.

Nairobi si trova immediatamente a sud  dell’Equatore,  tuttavia, data l’altitudine,  gode di una piacevole temperatura.  La maggior parte degli abitanti di Nairobi abita in grandi  caseggiati popolari. Il Governo e l’industria  sono la principale fonte di lavoro della città. Leggi il seguito di questo post »

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Diritti e Mercato globaleVerso il forum sociale mondiale del 2007 in Kenia. Intervista a Moema Miranda, rappresentante di IBASE e membro del Consiglio internazionale del Fsm fin dal primo Porto Alegre per fare il punto su aspettative e limiti del movimento

Il ruolo del movimento nel rapporto, attualmente deviato, tra i diritti umani e il mercato. A discuterne, lo scorso 1 e 2 dicembre a Milano, sono stati intellettuali, esponenti dei sindacati, giuristi e attivisti, in occasione del convegno “Diritti fondamentali e Mercato globale”. Spunto della discussione, la clausola per i diritti umani e la democrazia, oggetto della “risoluzione Agnoletto”, votata dall’europarlamento lo scorso febbraio, che, una volta trasformata in atto cogente dalla Commissione Europea, potrà vincolare i Paesi che stipulano accordi commerciali con l’Unione europea al rispetto dei diritti umani, pena la progressiva rescissione dell’accordo stesso. Uno strumento a disposizione della società civile, alla portata del movimento dei movimenti che a gennaio del 2007 si ritroverà in Kenia per il settimo Forum sociale mondiale. A Moema Miranda, rappresentante di IBASE e membro del Consiglio internazionale del Forum sociale mondiale fin dal primo Porto Alegre, nonché una delle relatrici più appassionate e coinvolgenti del convegno, abbiamo chiesto di fare il punto sulla situazione del Forum. Leggi il seguito di questo post »

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Milano Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43

Venerdì 1 dicembre ore 20.00 – 23.30 Sabato 2 dicembre ore 10.00 – 19.30


La Clausola democratica della UE come avvio della discussione sulla centralità degli individui e dei soggetti sociali negli accordi commerciali
Lo scorso 14 febbraio il Parlamento europeo ha approvato all’unanimità la risoluzione Agnoletto sulla Clausola diritti umani e democrazia negli accordi tra Unione europea e Paesi terzi. L’aula di Strasburgo ha assunto una posizione netta nei confronti della Commissione e del Consiglio europeo, dichiarandosi indisponibile ad avallare nuovi accordi commerciali che non contengano una clausola democratica chiara, valida per tutti i Paesi partner (non solo per i più deboli), applicata a tutti gli accordi commerciali (compresi quelli settoriali come il tessile e l’agricoltura) e inclusiva delle responsabilità delle multinazionali. Leggi il seguito di questo post »

no-global-2.jpgProteste al G20 in Australia. I manifestanti tentano di sfondare. E la polizia carica Migliaia di no global in piazza. Alcuni giovani provano a invadere l’area di sicurezza creata per proteggere il vertice dei ministri delle Finanze. Feriti diversi agenti, uno dei quali in modo grave. Malmenato anche un cameraman

Tiziana Guerrisi*

Si risveglia la protesta sociale e si riaccendono gli scontri di piazza. Mentre nei palazzi amministrativi di Melbourne i delegati del G20 si riunivano ieri per discutere di economia globale, fuori, nelle piazze, è scoppiata una piccola guerriglia. Ieri mattina, nella città australiana che ospita il summit dei ministri delle finanze dei paesi più industrializzati, la manifestazione pacifica dei movimenti sociali è stata interrotta da un gruppo di dissidenti. I quali, a volto coperto, hanno cercato di forzare la zona rossa che protegge il quartiere dove si svolgono le riunioni. In pochi minuti, la situazione è degenerata con veri e propri scontri con le forze dell’ordine. Lanci di bottiglie e attacchi a camionette della polizia hanno permesso ai dissidenti di avanzare di qualche metro nella zona protetta, prima di essere respinti con idranti e lacrimogeni. Leggi il seguito di questo post »

Australia Slitta la riforma dell’Fmi e della Banca mondiale. Ancora scontri domenica
Lea L. Ypi
Melbourne
«Estremamente di successo», così ha definito il ministro delle finanze australiano Peter Costello il vertice dei ministri e governatori delle banche centrali dei 20 paesi che controllano quasi il 90% dell’economia globale che si è tenuto a Melbourne durante il fine settimana. Come dargli torto? I tesorieri del capitale hanno raggiunto un accordo su una delle questioni più spinose per l’attuale economia globale, la sicurezza dei mercati energetici, mentre Costello è perfino riuscito a strappare agli ospiti una promessa che tanto aveva a cuore: un impegno di dialogo per lo smantellamento dell’Opec, il cartello per l’organizzazione dell’esportazione del petrolio senza il quale «il libero mercato sarebbe migliore in termini di investimenti, sicurezza energetica e prezzi». Ma il libero mercato energetico non se la passerà tanto male, visto l’esplicito impegno del vertice nel comunicato stampa finale a promuovere «mercati ben funzionanti caratterizzati da chiare segnalazioni dei prezzi, commerci e investimenti aperti, trasparenza, buona governance e concorrenza effettiva». Leggi il seguito di questo post »

immagineforum-mondiale.pngVuoi partecipare al Forum Sociale Mondiale di Nairobi? Aderisci subito. I posti sono limitati.

Cari amici, come sapete dal 20 al 25 gennaio 2007 si terrà a Nairobi (Kenia) il 7° Forum Sociale Mondiale: una grande occasione per gli africani, per l´Africa, per la società civile mondiale, per noi e per tutti coloro che sono impegnati a promuovere tutti i diritti umani per tutti. Una grande occasione da non perdere. Leggi il seguito di questo post »

africa_1.gifIn vista del social forum di Nairobi (20-25 gennaio) una buona notizia: l’Italia cancella 44 milioni di debito estero al Kenya.

di Emanuela Citterio (vita no profit)

Conversione del debito per un valore di 44 milioni di euro, cooperazione culturale e collaborazione in ambito spaziale: sono i contenuti dei tre accordi bilaterali firmati il 27 ottobre scorso alla Farnesina dalla vice ministra degli Esteri, Patrizia Sentinelli e dal collega keniota, Raphael Tuju.In vista del forum sociale mondiale che quest’anno avrà sede a Nairobi (20-25 gennaio) si intensificano i rapporti di cooperazione fra l’Italia e il Paese africano che ospita il forum. I 44 milioni di euro di debito che l’Italia ha cancellato serviranno per progetti di lotta alla povertà e aiuti alle popolazioni soprattutto rurali del Kenya. L’accordo firmato alla Farnesina tra il vice ministro degli Esteri Patrizia Sentinelli e il ministro degli Esteri di Nairobi Raphael Tuju prevede che l’ammontare del debito condonato confluisca in una sorta di fondo che il governo kenyano si è impegnato ad utilizzare per migliorare il livello di vita dei più poveri. Si tratta, ha sottolineato Patrizia Sentinelli al termine dell’ incontro con il capo della diplomazia del Kenya, di ”una risposta concreta dell’ Italia” ai bisogni della popolazione che ”non vuole solo ribadire l’ amicizia tra i due Paesi ma dare un impulso all’ obiettivo della lotta contro la poverta”’. Leggi il seguito di questo post »

A Firenze l’assemblea dei movimenti: «Attenzione ai governi amici»
Bocciata una prima bozza di piattaforma presentata dal Tavolo per la pace. Le associazioni discutono alla ricerca di nuove, possibili iniziative unitarie
Riccardo Chiari
Firenze

Passaggio difficilissimo per il movimento pacifista. «Se questa assemblea finisce con l’accettazione notarile delle posizioni esistenti – osserva Luciano Muhlbauer – diventa la celebrazione simbolica di un funerale. E torniamo a prima di Genova. Se invece riusciamo a trovare punti di convergenza, non tanto un accordo quanto un’interlocuzione, la porta resta ancora aperta per costruire iniziative unitarie». L’assemblea è quella dei movimenti per la pace e contro la guerra, (ben) organizzata dal nodo arcobaleno fiorentino e dagli Studenti di sinistra nel plesso universitario di matematica a Cereggi. Ci sono tutti o quasi, a poca distanza si ritrovano non per caso anche gli antagonisti toscani e i disobbedienti del nordest, che per oggi assicurano il loro ipercritico intervento. E’ la spia, non la sola, di una possibile frantumazione che ha molti padri.In sala gira la lettera aperta al movimento contro la guerra scritta da Piero Maestri e Felice Mometti. Si fotografa la fase di impasse. Si ricordano le priorità che deve avere un movimento autonomo dalle istituzioni (ritiro dall’Afghanistan, soluzione della questione palestinese, riduzione delle spese militari, chiusura delle basi Usa e Nato sul territorio, rifiuto di accordi militari con paesi in guerra). Soprattutto si segnala: «Per la prima volta il movimento ha mancato unitariamente una scadenza indetta dal social forum europeo di Atene». Una ferita aperta. «E non ci convincono i tentativi di dare vita a un movimento fiancheggiatore del governo, né ci convince l’uso puramente politico delle scadenze di movimento». Leggi il seguito di questo post »

Da tempo il movimento contro la guerra, nella sua pluralità, non ha occasione di confrontarsi e discutere della situazione internazionale e della propria azione e mobilitazione.Dopo il “cessate il fuoco” in Libano si continua a sparare e a morire a Gaza, in Iraq e in Afghanistan.Oggi più che mai è necessaria una risposta forte e decisa del movimento per la pace e contro la guerra. 

Non importa da dove veniamo, ma dove vogliamo andare:facciamo appello a  tutte e tutti, persone e associazioni, reti e movimenti che lavorano e lottano contro la guerra perché  partecipino all’assemblea  di sabato 21 e domenica 22 Ottobre a Firenze, presso il Dipartimento di Matematica “Ulisse Dini”, viale Morgagni 67/a, di fronte all’ingresso dell’ospedale di Careggi.

Come comitato promotore crediamo sia fondamentale recuperare nella discussione un forte senso di coralità e libero confronto fra reti, associazioni e movimenti. Per questo abbiamo definito alcune modalità di lavoro, che possano aiutare un confronto paritario e costruttivo all’interno dell’assemblea: sessioni a tema senza conclusioni; presidenze alle sessioni composte da membri del comitato promotore fiorentino (introduzione al tema e moderazione della sessione); tempi certi di intervento (6 minuti a testa); alternanza degli interventi secondo il genere; definizione di eventuali iniziative comuni attraverso il metodo del consenso.

Vi preghiamo di segnalare la vostra adesione e la vostra presenza all’assemblea inviando una email all’indirizzo assembleafirenzeottobre@yahoo.it. 

Vi aspettiamo a Firenze. 

Il Tavolo fiorentino per l’assemblea nazionale per la pace e contro la guerra del 21-22 ottobre 

 

La IV edizione del Forum: “L’impresa di un’economia diversa”, della campagna Sbilanciamoci! ha riunito in quattro giorni di lavori migliaia di persone che fanno riferimento a decine di associazioni e movimenti impegnati per un’economia diversa, la pace, la tutela dei diritti e dell’ambiente. Per la prima volta è stato realizzato un confronto con esponenti del governo e del parlamento sulle proposte che Sbilanciamoci! ha portato avanti in questi anni e che si prepara a rilanciare in occasione del dibattito sulla Legge Finanziaria 2007, con l’autonomia e la capacità propositiva che ha sempre caratterizzato la sua azione. Si tratta di percorsi non facili e che riproporranno anche un terreno di confronto di posizioni diverse e di conflitto.    scarica il documento (bari_documento_finale1.pdf)

loc_bari.jpgForum “L’impresa di un’economia diversa”
IV edizione

Bari, 31 agosto – 3 settembre 2006

Produrre, Lavorare, Consumare
nell’economia dei beni comuni

 

Si terrà a Bari dal 31 agosto al 3 settembre 2006
la IV edizione del Forum “L’impresa di un’economia diversa”, appuntamento che ogni anno la campagna Sbilanciamoci! organizza in contemporanea e in alternativa al meeting di Cernobbio organizzato dallo studio Ambrosetti di Milano.
Dopo Bagnoli (Napoli), Parma, Corviale (Roma) la città di Bari ospiterà quest’anno uno dei maggiori appuntamenti della società civile italiana in cui esperti, politici, amministratori ricercatori, rappresentanti di organizzazioni si confronteranno per discutere, illustrare e mettere a confronto esperienze, metodologie e teorie finalizzate a promuovere un nuovo modello di sviluppo economico, basato sulla promozione dei diritti sociali economici e culturali, sulla difesa dell’ambiente, su una gestione democratica e pubblica dei beni comuni, sulla pace e sulla solidarietà internazionale.Mentre a Cernobbio vengono presentate le ricette più tradizionali dell’ideologia neoliberista (privatizzazioni, riduzioni del welfare, precarizzazione del lavoro, supremazia del mercato, allentamento dei vincoli ambientali) nel forum di Bari si vogliono far emergere vie ed esperienze diverse ed alternative di sviluppo economico e di un ruolo sociale delle imprese sulla base di valori e politiche come la protezione e il rilancio del welfare, le regole e i diritti del lavoro, il positivo ruolo delle istituzioni e della spesa pubblica, la sostenibilità dello sviluppo, una fiscalità solidale che colpisca rendite e privilegi. Leggi il seguito di questo post »

dal quarto forum sociale europeo DI ATENE

                                                      PREMESSO

CHE i beni comuni e i servizi pubblici sono un elemento importante della società, in quanto costituiscono uno strumento essenziale per la solidarietà sociale e territoriale, per la redistribuzione della ricchezza sociale, per una società sostenibile e per l’esercizio dei diritti di cittadinanza.

CHE con l’affermarsi dagli anni ’80 del modello neoliberista e del “pensiero unico del mercato”, i beni comuni e i servizi pubblici sono sottoposti ad un’offensiva che mira a trasformarli in beni economici e in merci che devono obbedire alle leggi del mercato.

CHE da tempo i servizi pubblici sono sotto attacco a tutti i livelli:

a) a livello globale, attraverso il Gats (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi), sottoscritto dai paesi membri dell’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio). L’accordo prevede la liberalizzazione dei servizi, con l’apertura agli investimenti privati e alla “concorrenza” di 160 settori, fra i quali l’acqua, l’energia, i trasporti, l’istruzione e la sanità. Altri simili accordi bi- e multilaterali tra gli stati come gli Accordi di Partenariato Economico (EPA, Economic partnership agreement) rafforzano ulteriormente questa logica.

b) a livello europeo, a causa delle diverse politiche, che direttamente o indirettamente conducano alla deregolamentazione e che sono promosse dai trattati europei, dalla strategia di Lisbona, dalla maggior parte delle sentenze espresse dalla CGE (la Corte di Giustizia Europea) e dalle varie direttive settoriali e transettoriali, tra le quali il progetto di direttiva Bolkestein è ultimo eclatante esempio. Leggi il seguito di questo post »

Resoconto dal Forum sociale di Atene 

Tasse globali e giustizia fiscale

di Andrea Baranes

andrea-baranes.jpgSi stanno muovendo diverse cose, soprattutto tra reti e movimenti europei si sta iniziando a ragionare su un rafforzamento delle reti esistenti ed su come iniziare a lavorare su scala nazionale, europea ed internazionale per riuscire ad implementare alcune tasse globali. Ovviamente diversi Attac europei sono impegnati in primo piano su questo, a partire dalla Tobin Tax ma non solo.Sulla Tobin Tax sono stati fatti dei passi in avanti. Se non altro fino a pochi anni fa era considerata una pura utopia, adesso i governi e le istituzioni sono state invece costrette a riconoscere che non ci sono impedimenti di fatto, e a metterla nella loro agenda, fosse anche solo per dire che sono contrari e argomentando di volta in volta con cavilli tecnici o altro per dire che non si puo’ fare e nascondere cosi la presa di posizione contraria di natura esclusivamente ideologica.Per questo e’ il momento giusto per continuare a spingere in tutta Europa, sulla falsariga di quanto successo in Francia e ancora di piu’ in Belgio. L’ideale adesso sarebbe riuscire ad avere un paese che la applica concretamente, e in particolare si guarda con molta speranza alla Norvegia: e’ fuori dall’Euro e il nuovo governo (Verdi, Socialisti, Socialdemocratici) di massima sembra favorevole, anche se in alcune sue componenti ancora molto timidamente. Leggi il seguito di questo post »

marco-bersani.jpgRiflessioni dopo il Forum Sociale Europeo di Atene
di Marco Bersani (ATTAC Italia)

25.000 iscritti, 30000 partecipanti (2000 italiani) agli oltre 250 seminari, tra 80 e 100 mila alla manifestazione conclusiva. Questi i numeri del Forum Social Europeo di Atene, che confermano il ruolo di attrazione di questi appuntamenti e che consegnano ai movimenti importanti passi avanti. Non era scontata la riuscita di questo FSE : dopo quello di Londra, che aveva evidenziato le difficoltà di allargamento dei movimenti, e dopo questi ultimi due anni che, pur caratterizzati da importanti mobilitazioni (il No al Trattato Costituzionale di Francia e Olanda, la campagna per il ritiro della direttiva Bolkestein, la recente mobilitazione francese che ha ottenuto il ritiro del CPE, fra le altre), avevano visto arretrare l’idea di una dimensione continentale della strategia dei movimenti. 

Da questo punto di vista Atene ha rappresentato un deciso passo in avanti, da diversi punti di vista. A partire dall’allargamento. Almeno 5000 partecipanti venivano dall’est europeo e dai Balcani, segnando, di conseguenza e per la prima volta, una presenza di massa e non più solo di pochi delegati da quelle aree. Non è certo solo la presenza a far divenire automatico l’intreccio, ma da Atene, dove la presenza c’è stata, si sono poste le basi per importanti percorsi futuri. Leggi il seguito di questo post »

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