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attac-univ.gifUniversità popolare di Attac

www.attac.it Ottava edizione
Pomezia, 25 – 27 aprile 2008

La finanziarizzazione dell’economia mondiale e la sua crisi.
Come restituire potere ai cittadini?

Con Susan George e Michel Husson.

Relazioni di A. Baranes, M. Bersani, L. Cirillo, G. Cremaschi, D. Danna, S. Lucarelli, R. Patalano, T. Vitale, E. Screpanti.

Il processo di finanziarizzazione dell’economia mondiale è cominciato, con concomitanza con la seconda globalizzazione, nell’ultimo quarto del XX secolo. E’ stato caratterizzato da una rinnovata ed accresciuta importanza del capitale finanziario, libero di spostarsi senza vincoli tra i mercati mondiali, dall’aumento dei tassi d’interesse a lungo termine, a vantaggio dei rentiers ma a detrimento delle condizioni occupazionali in tutto il mondo e delle possibilità di sviluppo delle economie arretrate. Questo processo ha comportato un aumento dell’instabilità dell’economia mondiale negli anni Ottanta e Novanta, fino all’odierna crisi dei mutui subprime statunitensi, che minaccia l’innesco di una recessione su scala mondiale. La finanziarizzazione è stata accompagnata dall’adozione di politiche economiche neoliberiste, dalle privatizzazioni su larga scala delle economie pubbliche, fino ad arrivare a servizi essenziali come la gestione dell’acqua e dei rifiuti, erodendo il potere decisionale dei cittadini e svuotando il fondamento stesso della democrazia. Vogliamo interrogarci in questa sede – dopo aver approfondito le dinamiche attuali della crisi dell’economia mondiale – sulle possibili contromisure da adottare, dalle proposte di tassazioni globali alla ripubblicizzazione dei servizi pubblici essenziali e alla difesa dei beni comuni.  

Urbino, 8-10 dicembre 2006
Università popolare di ATTAC

Quinta edizione dell’università popolare di ATTAC Italia

Con il patrocinio del Comune di Urbino, della Provincia di Pesaro e Urbino, della Provincia di Ascoli Piceno e del Consiglio regionale delle Marche

Con la partecipazione di: Baranes, Brancaccio, Castagnola, Cirillo, Corradi, Cremaschi, Danna, Lucarelli, Lutrario, Salinari, Screpanti..

arton14225.gifLa distribuzione delle ricchezze

La globalizzazione neoliberista ha prodotto un allargamento drammatico della forbice dei redditi e dei diritti sociali su diversi piani. Dal punto di vista internazionale i Paesi del Nord, attanagliati da una crescita lenta, fanno pagare in gran parte al Sud del mondo i costi della loro crisi, cercando di imporre l’apertura incondizionata dei mercati e l’implementazione di riforme strutturali che devastano le economie dei Paesi più deboli. A questo ha corrisposto un approfondimento della disuguaglianza sociale interna, sia nei Paesi meno sviluppati che in quelli economicamente più avvantaggiati, e della sperequazione dei redditi e dei diritti tra i generi, essendo le donne le prime a pagare i costi della precarizzazione generalizzata del lavoro. Come si sono affermate queste tendenze e quali le proposte per una inversione di rotta? Proponiamo tre giorni di lezioni, seminari e dibattiti per contribuire a dare ai movimenti sociali gli strumenti critici e di azione per affrontare le sfide della globalizzazione dei mercati.

Il Programma e le informazione Logistiche su  www.attac.it

Presentazione dell’università popolare 2005-2008

I temi legati alla globalizzazione sono ormai divenuti patrimonio sia del lessico che delle lotte politiche e sociali in Italia e all’estero. La loro comprensione è indispensabile per affrontare le cause dei tragici avvenimenti che oggi sconvolgono il pianeta (la guerra, le crisi alimentari, quelle finanziarie, quelle ambientali, ecc.) e per cercare di immaginare possibili i scenari futuri.

L’importanza che i temi legati alla globalizzazione rivestono oggi, non è proporzionata al livello di informazione ed approfondimento forniti dai normali mezzi di comunicazione. Anche il dibattito politico, ormai appiattito dagli slogan e dalla necessità di trasmettere all’opinione pubblica messaggi “rassicuranti” ed elettoralmente accattivanti, è colpevolmente deficitario nell’analizzare a fondo i processi politici, economici e sociali che attraversano la nostra epoca e di tradurli in un linguaggio accessibile e didatticamente efficace. La letteratura oggi disponibile sui processi della globalizzazione è immensa, ma la sua diffusione è ancora limitata ad una élite di persone già informate ed ai militanti.

La gente comune (qualche anno fa avremmo parlato di masse), risulta ancora esclusa da un livello accettabile di informazione o, ancor peggio, viene influenzata dal martellante messaggio per il quale viviamo in un’epoca di straordinario sviluppo, in cui il processo tecnologico appare inarrestabile e capace di risolvere qualsiasi problema dell’umanità ed in cui la guerra, ad esempio, appare semplicemente come un deprecabile incidente di percorso sulla strada luminosa dello sviluppo senza limiti. Leggi il seguito di questo post »

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