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Dal 16 novembre 2009 l’acqua in Italia potrebbe cessare di essere un bene pubblico. Cittadini, Forum italiano per i movimenti dell’acqua, Verdi, Prc, Idv e rappresentanti della Regione Lazio dicono “no”

di Anna Clelia Cagnetta

acqua protestaGiovedì mattina a Roma centinaia di persone hanno protestato davanti alla Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio, per ribadire il loro “no” alla privatizzazione dell’acqua. Proprio in questi giorni, infatti, la Commissione Affari Costituzionali della Camera sta discutendo il decreto legge 135/09, approvato al Senato lo scorso 4 novembre, il cui articolo 15 sancisce che i servizi pubblici locali (rifiuti, trasporti, energia elettrica, gas e quindi anche acqua) hanno rilevanza economica e possono essere gestiti da privati.

Al presidio hanno partecipato cittadini, Verdi, Rifondazione Comunista, esponenti dell’Italia dei Valori, rappresentanti della Regione Lazio e un centinaio di attivisti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua , i quali, con le mani dipinte di blu, hanno urlato “Vergogna”, “Acqua Pubblica” e srotolato striscioni dalle scritte “L’acqua è un diritto, non una merce” e “Voi 630 deputati, noi 406.000 cittadini”. È questo infatti il numero dei cittadini che ha presentato in Parlamento una legge di iniziativa popolare a favore della ripubblicizzazione dell’acqua: oltre 400.000 firme raccolte a sostegno di una legge depositata ormai da due anni. Leggi il seguito di questo post »

aguaDopo Parigi e l’Urugay, anche in Puglia stop al fondamentalismo liberista. La regione Puglia si era già segnalata rompendo il contratto con gli ‘spacciatori di derivati’ all’acquedotto pugliese e denunciandoli per truffa al tribunale di Bari. Un bel colpo che vale più di cento verbose mozioni. Tra l’alto, sotto il profilo europeo, se un ente locale decide per la gestione diretta di un bene pubblico che si intende sottrarre al mercato (e quindi non viene affidato a una spa) non è più soggetto agli ‘ukase’ liberisti della UE

La giunta regionale pugliese ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale l’art.15 del decreto legge 139 del 25 settembre 2009 (“Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi locali di rilevanza economica”), in riferimento alla competenza sulla gestione delle risorse idriche. L’Avvocatura regionale, alla quale è stato affidato l’incarico, ha tempo per l’impugnazione sino al 24 novembre, data entro la quale il decreto dovrà essere convertito in legge. Leggi il seguito di questo post »

logoforum2_1Aprilia (LT) 22-23 Novembre 2008- Roma, 21 Novembre 2008 –

Ore 15.00 – 18.00 – Sala della Pace della Provincia di Roma

Assemblea del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali
per l’Acqua Pubblica

 – Aprilia, 22-23 Novembre 2008 –

Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

“Acqua pubblica: riprendiamoci il futuro!”

A distanza di due anni e mezzo dal Primo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua (Roma 10-11-12 Marzo 2006), dopo una straordinaria raccolta firme a sostegno della legge d’iniziativa popolare (406.626 firme), dopo una grande manifestazione nazionale (1° Dicembre 2007) in cui il popolo dell’acqua è sceso in piazza per ribadire che l’acqua deve essere pubblica e che i beni comuni vanno tutelati, il Movimento per l’Acqua ha deciso di ritrovarsi di nuovo per il Secondo Forum Italiano.

Otto seminari tematici, workshop e due momenti assembleari plenari faranno di questo appuntamento una nuova occasione di sensibilizzazione sociale sul tema dell’acqua e dei beni comuni, oltre a caratterizzarlo come una tappa fondamentale per:

1) la costruzione di una piattaforma generale sull’intero ciclo dell’acqua, che, dalla lotta per la ripubblicizzazione, si estenda a tutte le possibili vertenzialità sulla tutela e la conservazione della risorsa;

2) il rilancio delle mobilitazioni territoriali su tutto il territorio nazionale, aprendo la discussione dentro il movimento per conoscere e condividere lo stato delle stesse e le loro prospettive future;

3) il rilancio di una forte vertenza nazionale che consenta il rafforzamento delle lotte territoriali e la riapertura di una capacità di incidere sull’agenda politica nazionale per aprire la strada alla legge di iniziativa popolare;

4) l’apertura e la connessione con altre esperienze di lotta e di mobilitazione sui beni comuni.

Leggi il PROGRAMMA

 

Il Forum sociale è servito a completare la formazione di una rete continentale europea contro la privatizzazione dell’acqua. Appuntamento al Forum alternativo di Istanbul, nel marzo del 2009.

Tommaso Fattori Forum italiano dei movimenti per l’acqua

Guarda il video dell’assemblea di Malmoe del 21 Settembre 2008

[22 Settembre 2008]E’ domenica ed e’ appena terminata l’assemblea finale dei movimenti per l´acqua nella giornata conclusiva del quinto Forum Sociale Europeo. La decisione e’ presa, con un accordo che va dalla Scandinavia alla Turchia: si costituisce la rete europea dei movimenti per l’acqua pubblica, nel continente che ospita le piu’ grandi multinazionali globali del settore, nel continente che ha visto popolari e socialisti a braccetto richiedere la liberalizzazione dei servizi pubblici ai paesi del Sud in sede di accordi Gats della Wto.

Lavorare localmente, connettersi globalmente e’ la pratica «storica» dei movimenti altermondialisti. Con la coscienza che attraverso l’acqua potrà svilupparsi un più generale movimento in difesa dei beni comuni fondamentali e dei servizi pubblici, oggi sbriciolati dalla globalizzazione privatista. Il Forum Mondiale di Belem a gennaio 2009
renderà evidente – a partire dallo stesso contesto in cui si svolgerà: lo straordinario ecosistema amazzonico – come sia impossibile parlare d’acqua senza parlare di foreste e biodiversità, di terra, salute o energia. D’altro canto, la stretta interrelazione fra questioni sociali e ambientali e’ stato un elemento di fondo del Forum di Malmoe e una delle più nette direzioni di lavoro che, come movimento altermondialista, ci stiamo dando. Leggi il seguito di questo post »

 

di Alex Zanotelli, Cosenza 15 Agosto

Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra ,lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini( Locride) e dell’Arca di Noè ( Cosenza ), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce  la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.

 

Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione ,in particolare del Pd ,nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. ( Una decisione che mi indigna ,ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on  Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!) Leggi il seguito di questo post »

Il presidente della giunta regionale Toscana Claudio Martini non ha perso le staffe, come molti prevedevano, perché all’ultimo momento «improrogabili impegni» l’hanno tenuto lontano dal dibattito promosso domenica a Firenze, all’interno di Terra Futura, dal Forum toscano e nazionale dei movimenti per l’acqua sulla ripubblicizzazione del servizio idrico in Toscana e in Italia, partendo da importanti esperienze europee che hanno deciso che l’acqua non può essere considerata una merce.
Certo, di motivi – diciamo così – per rendere Martini almeno inquieto ne sono emersi molti in quella discussione. Il primo sta nel fatto che la giunta regionale ha approvato a maggioranza una proposta di legge di riordino dei servizi pubblici, che ora andrà in discussione in consiglio, che di fatto, se verrà approvata, sancirà la privatizzazione del servizio idrico in Toscana, consegnandolo nelle mani di Acea e Suez, mentre le testimonianze emerse nella discussione di domenica [da Parigi, Bruxelles e Siviglia] ci consegnano una realtà assai diversa e in controtendenza. Leggi il seguito di questo post »

specialetg1_logo_new.gifSpeciale Tg1 del 3 giugno 2007. Di Alessandro Gaeta

Dalla Sicilia alle Alpi un’ondata di protesta contro le bollette dell’acqua (sempre più care) sta scuotendo l’Italia. La tariffa in alcuni province è aumentata con notevoli percentuali, soprattutto a causa della privatizzazione in corso in tutto il comparto dell’acqua potabile.

La maggior parte dei 13mila acquedotti italiani sta passando sotto il controllo di società per azioni, a capitale metà pubblico e metà privato e i costi di gestione sono entrati a far parte della bolletta. E dove sono scattati i primi aumenti, è iniziata la contestazione.  

In città come Firenze, Napoli, Ferrara, Avellino e in paesi più piccoli come Nola e Aprilia ferve la discussione e nascono comitati di protesta che in alcuni casi stanno praticando l’autoriduzione delle bollette. Le polemiche sulla privatizzazione e la distribuzione dell’acqua potabile, il dibattito sull’uso di questa importantissima risorsa di vita, gli sprechi, le garanzie di qualità e purezza dell’acqua che beviamo sono il tema dello Speciale Tg1 dal titolo “H2Oro, acqua pubblica o acqua privata?”.  Il documentario, realizzato da Alessandro Gaeta con la fotografia di Claudio Callini e il montaggio di Edgardo Ciannella, andrà in onda per Speciale Tg1 domenica 3 giugno alle 23,20.

 

Vedi lo Speciale del TG1

 

 

fonte_infra-200×150.jpgLa sua gestione deve essere pubblica e partecipata dalle comunità locali.

L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Si prevede che nel giro di pochi anni tale numero raggiunga i tre miliardi. Il principale responsabile di tutto ciò è il modello neoliberista che ha prodotto una enorme disuguaglianza nell’accesso all’acqua, generando oltretutto una sempre maggior scarsità di quest’ultima, a causa di modi di produzione distruttivi dell’ecosistema.E tuttavia, le pressioni ai diversi livelli (internazionale, nazionale e locale), finalizzate ad affermare la privatizzazione e l’affidamento al cosiddetto libero mercato della gestione della risorsa idrica, continuano imperterrite e travalicano trasversalmente le diverse culture politiche ed amministrative.

Per questo affermiamo che arrestare i processi di privatizzazione dell’acqua assume, nel XXI secolo, sempre più le caratteristiche di un problema di civiltà, che chiama in causa politici e cittadini, che chiede a ciascuno di valutare i propri atti, assumendosene la responsabilità rispetto alle generazioni viventi e future. Le istituzioni economiche, finanziarie e politiche che per decenni hanno creato il degrado delle risorse naturali e l’impoverimento idrico di migliaia di comunità umane oggi dicono che l’acqua è un bene prezioso e raro e che solo il suo valore economico può regolare e legittimare la sua distribuzione. Noi sappiamo che non è così. Leggi il seguito di questo post »

fotomorarae.jpgCrisi idrica e mercificazione dell’acqua potabile

Le guerre del prossimo secolo saranno per l’acqua. Noi siamo portati a credere che ci sia un’infinita quantità di acqua potabile sul pianeta. Ma questo assunto è tragicamente falso. La percentuale di acqua potabile presente sulla Terra è meno della metà dell’1% di tutta l’acqua presente sul pianeta. Il restante 99% è acqua di mare o è congelata nei ghiacci polari. L’acqua dolce è rinnovabile solo grazie alle piogge al ritmo di 40 – 50 mila km cubici per anno. Il consumo globale di acqua si raddoppia ogni 20 anni, più del doppio del tasso di crescita della popolazione umana. Secondo le stime delle Nazioni Unite, già oggi più di un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile. Se il trend corrente persiste, nel 2025 è probabile che la richiesta di acqua dolce sia superiore del 56% alla quantità di acqua oggi disponibile. Più la crisi dell’acqua si intensifica, più i governi – sotto la pressione delle aziende multinazionali – stanno invocando soluzioni radicali: la mercificazione e il trasporto di grandi quantità d’acqua. Coloro che propongono la mercificazione e la conseguente privatizzazione dichiarano che questo sistema è l’unico modo per distribuire l’acqua nel mondo assetato. Ma, nei fatti, l’esperienza dimostra che vendere l’acqua nel libero mercato non risponde ai bisogni dei poveri, dei derelitti. Al contrario l’acqua privatizzata è riservata a quelli che possono pagare per averla, vale a dire le ricche metropoli, le persone ricche e le grandi aziende consumatrici intensive di acqua come l’agricoltura e le nuove tecnologie. Leggi il seguito di questo post »

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