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nichi VendolaIl fuoco è tornato. Violento e purificatore. Illumina la processione nottambula dei rancori e dei pregiudizi. Incenerisce la retorica degli “italiani, brava gente”. Divampa nella neo-lingua italiana, ormai libera da ogni forma di sorveglianza e di auto-controllo, visto che il nuovo lessico del trash televisivo unifica la nazione e le classi sociali. Sputa le sue lingue incandescenti sull’uomo nero e sulla sua intera etnia: rom, rumeni, sinti, tutti assunti a fattispecie lombrosiana di quella antropologia criminale con la quale abbiamo inzuppato immaginario e senso comune. Ecco dunque il fuoco che condanna all’esorcismo e alla cenere quella macchia extra-umana, quello “zingaro ladro di bambini” che risorge come un antico rimosso nello spigolo sporco della nostra più malata modernità. Eccolo il Medioevo che avanza, corredato da Internet e da You Tube, mentre l’establishment tutto finge di non vedere. Eccola la legalità bipartizan che osserva imperturbabile l’opera scientifica di pulizia etnica messa in campo dagli eserciti camorristi nello sterminato hinterland partenopeo. Complimenti all’Italia riconciliata nel galateo parlamentare, dove si celebra non tanto la fine della “guerra civile” simulata che ha reso urlata e viscerale la politica al tempo dell’avvento di Berlusconi, ma dove si rende solenne l’esaurimento forzoso della politica come spinta conoscitiva e trasformatrice degli assetti sociali dominanti, dove si canta il de profundis alla politica intesa come alternativa, passione civile, persino utopia. Leggi il seguito di questo post »

Le Nazioni unite bollano come «xenofobo» il governo Berlusconi e danno credito a Prodi.

Nel mirino le discriminazioni nei confronti dei rom

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Eleonora Martini IL manifesto

Il governo Berlusconi «era espressione di una retorica della xeonofobia e del razzismo», tendente a «strumentalizzare politicamente il fenomeno dell’immigrazione», «descritto come un pericolo per l’intera comunità». In questo clima si inscrive la legge Bossi-Fini, «ispirata dalla filosofia dello scontro di civiltà» e che «incita alla discriminazione e alla criminalizzazione» dell’immigrato. «Se fossero stati soggetti alla Bossi-Fini, gli emigrati italiani nel mondo non sarebbero mai arrivati all’attuale integrazione». D’altra parte è l’intera società italiana a presentare «profonde tendenze alla xenofobia», soprattutto per la presenza di una «discriminazione istituzionale», come dimostra il fatto che «quotidianamente la polizia viola, fisicamente e verbalmente, i diritti delle minoranze nazionali». Leggi il seguito di questo post »

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