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Dal 16 novembre 2009 l’acqua in Italia potrebbe cessare di essere un bene pubblico. Cittadini, Forum italiano per i movimenti dell’acqua, Verdi, Prc, Idv e rappresentanti della Regione Lazio dicono “no”

di Anna Clelia Cagnetta

acqua protestaGiovedì mattina a Roma centinaia di persone hanno protestato davanti alla Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio, per ribadire il loro “no” alla privatizzazione dell’acqua. Proprio in questi giorni, infatti, la Commissione Affari Costituzionali della Camera sta discutendo il decreto legge 135/09, approvato al Senato lo scorso 4 novembre, il cui articolo 15 sancisce che i servizi pubblici locali (rifiuti, trasporti, energia elettrica, gas e quindi anche acqua) hanno rilevanza economica e possono essere gestiti da privati.

Al presidio hanno partecipato cittadini, Verdi, Rifondazione Comunista, esponenti dell’Italia dei Valori, rappresentanti della Regione Lazio e un centinaio di attivisti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua , i quali, con le mani dipinte di blu, hanno urlato “Vergogna”, “Acqua Pubblica” e srotolato striscioni dalle scritte “L’acqua è un diritto, non una merce” e “Voi 630 deputati, noi 406.000 cittadini”. È questo infatti il numero dei cittadini che ha presentato in Parlamento una legge di iniziativa popolare a favore della ripubblicizzazione dell’acqua: oltre 400.000 firme raccolte a sostegno di una legge depositata ormai da due anni. Leggi il seguito di questo post »

ALEX ZANOTELLI SULL’ACQUA

Un milione di morti a est grazie alle riforme-shock

di Astrit Dakli

privatizzazioniUn milione di morti. Questo potrebbe essere il terribile bilancio reale delle privatizzazioni accelerate imposte ad alcuni paesi dell’ex Unione sovietica negli anni ’90, secondo uno studio dell’università di Oxford pubblicato ieri dalla più autorevole rivista medica internazionale, Lancet. La mostruosa cifra, una delle più alte che si possano direttamente associare a un deliberato atto politico, è la traduzione di quel 12,8 per cento di aumento della mortalità che gli analisti di Oxford hanno riscontrato nella dinamica demografica del decennio scorso nei paesi presi in esame: un aumento (quasi interamente fra i maschi in età lavorativa) che lo studio mostra essere strettamente legato, nel tempo e nello spazio, al parallelo aumento della disoccupazione provocato dall’applicazione forsennata delle politiche neoliberiste – e in particolare i programmi di privatizzazione di massa – dopo il crollo dei regimi «socialisti». Leggi il seguito di questo post »

specialetg1_logo_new.gifSpeciale Tg1 del 3 giugno 2007. Di Alessandro Gaeta

Dalla Sicilia alle Alpi un’ondata di protesta contro le bollette dell’acqua (sempre più care) sta scuotendo l’Italia. La tariffa in alcuni province è aumentata con notevoli percentuali, soprattutto a causa della privatizzazione in corso in tutto il comparto dell’acqua potabile.

La maggior parte dei 13mila acquedotti italiani sta passando sotto il controllo di società per azioni, a capitale metà pubblico e metà privato e i costi di gestione sono entrati a far parte della bolletta. E dove sono scattati i primi aumenti, è iniziata la contestazione.  

In città come Firenze, Napoli, Ferrara, Avellino e in paesi più piccoli come Nola e Aprilia ferve la discussione e nascono comitati di protesta che in alcuni casi stanno praticando l’autoriduzione delle bollette. Le polemiche sulla privatizzazione e la distribuzione dell’acqua potabile, il dibattito sull’uso di questa importantissima risorsa di vita, gli sprechi, le garanzie di qualità e purezza dell’acqua che beviamo sono il tema dello Speciale Tg1 dal titolo “H2Oro, acqua pubblica o acqua privata?”.  Il documentario, realizzato da Alessandro Gaeta con la fotografia di Claudio Callini e il montaggio di Edgardo Ciannella, andrà in onda per Speciale Tg1 domenica 3 giugno alle 23,20.

 

Vedi lo Speciale del TG1

 

 

fonte_infra-200×150.jpgLa sua gestione deve essere pubblica e partecipata dalle comunità locali.

L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Si prevede che nel giro di pochi anni tale numero raggiunga i tre miliardi. Il principale responsabile di tutto ciò è il modello neoliberista che ha prodotto una enorme disuguaglianza nell’accesso all’acqua, generando oltretutto una sempre maggior scarsità di quest’ultima, a causa di modi di produzione distruttivi dell’ecosistema.E tuttavia, le pressioni ai diversi livelli (internazionale, nazionale e locale), finalizzate ad affermare la privatizzazione e l’affidamento al cosiddetto libero mercato della gestione della risorsa idrica, continuano imperterrite e travalicano trasversalmente le diverse culture politiche ed amministrative.

Per questo affermiamo che arrestare i processi di privatizzazione dell’acqua assume, nel XXI secolo, sempre più le caratteristiche di un problema di civiltà, che chiama in causa politici e cittadini, che chiede a ciascuno di valutare i propri atti, assumendosene la responsabilità rispetto alle generazioni viventi e future. Le istituzioni economiche, finanziarie e politiche che per decenni hanno creato il degrado delle risorse naturali e l’impoverimento idrico di migliaia di comunità umane oggi dicono che l’acqua è un bene prezioso e raro e che solo il suo valore economico può regolare e legittimare la sua distribuzione. Noi sappiamo che non è così. Leggi il seguito di questo post »

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