Autobus separati per italiani e stranieri. «Ma non è razzismo»

0903030557__71788_medium1Si fa presto a dire razzismo. Sul Corriere del Mezzogiorno un articolo racconta che il comune di Foggia istituirà autobus solo per gli immigrati. E scoppia la polemica, tanto più che la storia – se fosse vera – avrebbe aspetti più che sfiziosi. Uno per tutti: il sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, è un esponente del Pd (ex Margherita). Ma le cose sono più complicate. A partire dagli immigrati di cui si parla: si tratta dei richiedenti asilo ospitati nel centro di accoglienza (C.a.r.a.) di Borgo Mezzanone. Una struttura pensata per ospitare massimo 500 persone, e che invece scoppia: fino a qualche mese fa si è toccato il numero di 1.200 persone, e ora sono 800. A un chilometro e mezzo di distanza dal centro, nel mezzo delle campagne foggiane, c’è la frazione di Borgo Mezzanone: un migliaio di anime, una chiesa, un bar e un minimarket. E una storia di grandi aspettative deluse. Doveva essere un quartiere residenziale medio-borghese, ma non è mai decollato. Tanto che nelle case rimaste vuote ora vivono diverse famiglie sfrattate da Foggia. 
E Foggia è il luogo che tutti vogliono raggiungere, durante la giornata e di sera: i richiedenti asilo e gli abitanti del borgo. Una popolazione eccessiva per la linea 24 dell’Ataf, l’azienda trasporti automobilistici di Foggia. Così, da circa sette mesi – da quando cioè il numero degli immigrati nel centro è raddoppiata – la situazione è diventata insostenibile. E questo nonostante, da due anni, esista una navetta che collega il Cara alla stazione di Foggia, che si chiama 24/1. Gratuita e destinata proprio agli immigrati. Ma ormai la navetta non basta più, e spesso gli immigrati vanno a piedi fino a Borgo Mezzanone per aspettare l’altra linea – la 24 – e può capitare che riempiano l’intero autobus. L’ultimo episodio è avvenuto l’altro ieri: l’autista della linea 24 non voleva più camminare, perché l’autobus era sovraffollato e a terra erano rimaste diverse donne di Borgo Mezzanone che dovevano andare a Foggia per fare la spesa. Esasperazione, terreno fertile per il razzismo: gli abitanti del borgo che protestano, e che cominciano a lamentarsi anche per la «sicurezza» se ci sono dei ragazzi del centro che si fermano al bar a bere una birra, o per l’«igiene» perché hanno visto qualcuno urinare per strada. La scelta del Comune, dell’Ataf e della Prefettura è stata di potenziare la linea 24/1, quella che porta gli immigrati dal centro alla stazione. Ma anche di diversificare il capolinea: quello per il campo si fermerà alla stazione di Foggia, quello che parte da Borgo Mezzanone in una via del centro. «Ma gli immigrati potranno utilizzare anche la linea 24 – dice l’assessore alle politiche sociali del comune di Manfredonia, Paolo Cascavilla, dentro al cui giurisdizione ricade Borgo Mezzanone – d’altronde è sempre stato così: solo che prima gli immigrati che perdevano la navetta e andavano fino al borgo erano quindici, venti. Ora invece sono cinquanta, cento. Potenziare la navetta mi sembra intelligente». Di certo il messaggio che passa è di separazione tra italiani e immigrati. Ma va sempre a finire così quando si costruiscono situazioni ingestibili.

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