Il grande treno dei diritti non si può più fermare…

striscione-10.jpgQuelli che nel 2001 c’erano e molti, moltissimi altri che non c’erano.
Dopo la richiesta di 225 anni di carcere per 25, tra le migliaia di manifestanti che nel 2001 esercitarono il diritto a resistere alla violenza delle forze dell’ordine, a Genova, prende corpo la realtà dei movimenti.

Fin dalle prime ore della notte, le principali stazioni ferroviarie d’Italia  sono state invase da migliaia di persone che, nonostante la volontà di Trenitalia, hanno conquistato il diritto a raggiungere il capoluogo ligure, per riaffermare il diritto a manifestare, oggi come allora. Il corteo ha percorso le strade di Genova per ribadire che la storia di quelle giornate, la storia dei movimenti di allora, e di quelli che verranno, non può essere scritta nelle aule dei tribunali o dalla politica ufficiale, ma appartiene ad una moltitudine di uomini e donne che non hanno smesso di lottare per la dignità, contro la guerra, contro l’ingiustizia.

Si è discusso molto della necessità di una Commissione d’inchiesta per far luce sulla verità di quelle giornate, ma contemporaneamente, il Governo in carica, ha votato i finanziamenti per il prossimo G8, quello della Maddalena.
E’ nelle strade del capoluogo ligure che oggi invece viene affermata la verità sul G8 di Genova: la verità dei movimenti, di quanti oggi lottano contro le politiche di guerra, contro la precarietà e la gestione securitaria della vita delle città. I recenti fatti di cronaca, gli abusi della Polizia, la violenza e l’arroganza del potere, hanno strettamente a che vedere con la cronaca di quei giorni, con le cariche contro il corteo di Via Tolemaide. Ma dal corteo emerge soprattutto la volontà dei movimenti di scrivere la storia di domani, di trasformare la realtà che ci circonda. Don Gallo, dai microfoni del sound system, ha dato il benvenuto a quanti, tantissimi, hanno raggiunto Genova: “Oggi come allora contro l’arroganza dei potenti”.
La manifestazione è aperta proprio dalla Comunità di San Benedetto del Porto, seguita dallo spezzone dei Centri Sociali.

In più di 100.000 hanno percorso le stesse vie che, nel 2001, hanno visto migliaia e migliaia di manifestanti resistere alla volontà di annientamento di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, che contro i cortei di allora avevano ingaggiato una vera e propria guerra.
Oggi, quel diritto a resistere è una pratica comune dei movimenti, patrimonio di chi si batte contro la costruzione della base militare Dal Molin come di chi si oppone alla costruzione della Tav, di quanti si battono per i diritti e contro la guerra.
 

“A Genova, numerosi e con rabbia, per portare solidarietà e per ribadire l’attualità delle giornate del 2001” queste le voci del movimento contro la costruzione della base di militare di Vicenza, presente al corteo. Ricordiamo che, proprio a Vicenza, il 15 dicembre si terrà una manifestazione europea contro la base; solo la scorsa settimana, un militare dell’esercito americano ha investito un militante del Presidio Permanente No Dal Molin, durante una iniziativa.

Dal palco di Piazza De Ferrari ancora Don Gallo apre gli interventi finali. “Vorrebbero far ricadere la responsabilità dei fatti Genova su 25 persone, mentre i veri responsabili sono stati promossi ad alte cariche dello Stato”
Tutto stretto attorno ai 25 compagni processati, e con lo sguardo rivolto all’appuntamento del 15 dicembre a Vicenza, il corteo fatica ad entrare nella Piazza dove si conclude la manifestazione.

“Una enorme voce, molteplice ma unita, ha oggi detto che il movimento è vivo nonostante vogliano seppellirlo con anni di carcere, è vivo e si è imposto oggi come attore principale della nostra storia, il prossimo appuntamento è quello del 15 dicembre a Vicenza”, queste le parole di Luca Casarini da Piazza De Ferrari. All’arrivo nella Piazza finale, zona rossa nel 2001, lo striscione di apertura del corteo, “La storia siamo noi”, viene seguito da un fiume di persone.
La storia di quei giorni, ma soprattutto la storia che ancora i movimenti vogliono scrivere nel futuro, riparte da Genova.