ROMA (Reuters) – La strategia del governo è per creare dei giganti nel settore dei servizi pubblici locali gestiti attualmente dalle municipalizzate controllate dai governi locali.Per l’Acquedotto pugliese, controllato dalle Regione Puglia, la soluzione migliore è ancora una aggregazione con Enel o con le municipalizzate del Nord, come era stato prospettato in passato, ma ci sono ancora ostacoli di tipo “ideologico” a livello locale.Lo ha detto il vice ministro all’Economia ed alle finanze Vincenzo Visco intervenendo all’assemblea annuale di Confservizi.“Il problema è creare dei giganti nei vari settori come è successo in Francia e Germania. Questo è uno dei punti strategici del governo e questo cozza con interessi diffusi, anche qua dentro”, ha detto Visco nel suo intervento parlando delle aziende municipalizzate in particolare nei settori dell’energia e dell’acqua.Riferendosi poi al tentativo in passato di passare la proprietà dell’Acquedotto pugliese, controllato dalla Regione Puglia, ad una aggregazione con altre società quotate del settore, ha detto: “In passato ci eravamo detti favorevoli a risolvere i problemi dell’Acquedotto pugliese con Enel e le municipalizzate. Ma l’allora governatore, Raffaele Fitto, ed il governo Berlusconi bloccarono la cosa. Adesso c’è un governo di sinistra molto ideologizzato, la situazione non cambia. Il risultato è che i pugliesi resteranno ancora senz’acqua”.Già in passato si è parlato di aggregazioni fra le grandi municipalizzate del centro-nord: Acea, Aem Milano, Hera, Amga, Acsm Brescia, Aem Torino.La settimana scorsa il garante Antitrust Antonio Catricalà, nel corso della relazione annuale in Parlamento, si è detto a favore di aggregazioni nel settore.