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VANDANA SHIVA

Ci troviamo di fronte a una crisi idrica globale, che minaccia di peggiorare nei prossimi decenni; e man mano che la crisi si aggrava proseguono gli sforzi per ridefinire il concetto di diritti idrici. Un passo storico è avvenuto il 28 luglio, quando le Nazioni Unite hanno adottato una risoluzione che recita così: “L’acqua è una risorsa limitata e un bene pubblico fondamentale per la vita e la salute. Il diritto a disporre di acqua è indispensabile per condurre una vita dignitosa. È un prerequisito per la realizzazione di altri diritti dell’uomo”.

Ma l’economia globalizzata trasforma sempre di più la definizione dell’acqua da proprietà comune a bene privato, da estrarre e rintracciare senza limiti. L’ordine economico globale esige la rimozione di tutti i vincoli, la deregolamentazione dell’uso dell’acqua e la creazione di mercati dell’acqua. I fautori del libero scambio delle risorse idriche considerano i diritti di proprietà privata l’unica alternativa alla proprietà pubblica, e il libero mercato l’unico sostituto della regolamentazione burocratica delle risorse idriche. Leggi il seguito di questo post »

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La cittadinanza attiva italiana ha  ottenuto una straordinaria vittoria raccogliendo un milione e quattrocentomila firme per chiedere un referendum contro la privatizzazione dell’acqua(Legge Ronchi ,19 novembre 2009).

Questo grazie a una straordinaria convergenza di forze sociali che vanno da associazioni laiche come Arci o Mani Tese, o cattoliche come Agesci o Acli, da sindacati , da movimenti come NO TAV o NO Dal Molin, da reti come Lilliput o Assobotteghe…. In nessun referendum si era mai visto un tale schieramento di forze sociali così trasversali , che hanno trovato poi la capacità di organizzarsi a livello locale, provinciale, regionale. E’ stata l’acqua, fonte della vita, che ha riunito in unità la cittadinanza attiva. E’ fondamentale notare che tutto questo è avvenuto senza l’appoggio dei partiti, senza soldi e senza la grande stampa. I partiti al governo ci hanno attaccato pesantemente (le dure dichiarazioni di Ronchi e Tremonti), mentre i partiti dell’opposizione presenti in Parlamento(PD e IDV)ci hanno remato contro. Leggi il seguito di questo post »

Lunedì 19 luglio ci ritroviamo in Piazza Navona alle ore 9.30 per festeggiare insieme la consegna di oltre un milione di firme per i tre referendum per l’acqua pubblica presso la Corte di Cassazione.

Saranno presenti in piazza gli artisti per l’acqua e i rappresentanti delle associazioni e dei comitati territoriali, ma soprattutto ci sarà il popolo dell’acqua, quello che ha raccolto le firme in questi tre mesi di campagna referendaria.  Qui il programma della mattinata.

Festa per l’Acqua

mercoledì 7 Luglio 2010 Chiostro di Santa Chiara • Foggia

Piazza Santa Chiara, 9 (via Arpi)

Ore 20:30

Acqua, Diritti e nuovi modelli di Democrazia

Saluta e Introduce

Beppe di Brisco (Comitato Pugliese Acqua Bene Comune)

Relazionano:Ugo Mattei (Ordinario diritto Civile Università di Torino Co-estensore Referendum Acqua)Antonella Morga (Segretario Regionale Fp CGIL Puglia)Achille Tagliaferri (dip. Pace e Stili di Vita Presidenza Nazionale delle ACLI) Marco Barbieri (Ordinario Diritto de l Lavoro Università di Foggia) Enrico Fusco (Portavoce Regionale Cambia L’italia – PD)

Modera: Alessandra Benvenuto (giornalista Corriere del Mezzogiorno)

L’iniziativa è curata dal Comitato Acqua Bene Comune di Capitanata -Con il sostegno di: Fp Cgil, ACLI e ARCI

www.acquabenecomune.org – www.siacquapubblica.it

info: foggiattac@yahoo.itmose.lacava@tin.it – info Call 388 8943594

SCARICA IL PROGRAMMA(festa per l’acqua locandina)

Mentre centinaia di migliaia di italiani stanno firmando per i 3 referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua, il ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi dà il via a una “operazione verità” intitolata “Acqua le ragioni dell’intervento”, una sorta di decalogo di “veri” e “falso” sulla cosiddetta “riforma dei servizi pubblici locali”, che il ministro si pregia di aver avviato e che sarebbe mistificata da noi referendari, dai movimenti dell’acqua bene comune e da tutti i difensori del servizio pubblico.

Il Forum dei Movimenti per l’acqua risponde alle “verità ministeriali” confutandole punto per punto e mette in guardia tutti i Comuni italiani dal farsi scippare per decreto competenze e servizi in cambio di promesse di investimenti ed efficienza che non si sono mai visti.

Leggi il Documento (in risposta a ronchi)

«Il decreto Ronchi è il primo segnale di una vera apertura al mercato anche per il settore idrico. Si agisce sulla leva degli affidamenti per rimuovere le distorsioni del mercato e aprire ai privati la gestione dei servizi». Il vicepresidente di Confindustria, Cesare Trevisani, chiama le cose con il loro vero nome e plaude all’articolo 15 del Decreto Legge Ronchi n.135/09 (che ricordiamolo sempre è un decreto omnibus con dentro di tutto e solo un articolo dedicato al “Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica”). Ma è tutta l’associazione industriale che ieri è scesa in campo per mettere le mani e la firma sulla cosiddetta “riforma”.

Con in prima fila la presidente Emma Marcegaglia che ha chiarito definitivamente come andremo a finire: «Nel settore idrico c’e bisogno di un radicale cambio di approccio. La gestione del servizio non deve essere mestiere esclusivo degli enti locali, ma delle imprese scelte secondo le regole del mercato e operanti con logiche industriali». La gestione deve passare alle imprese. La logica è industriale. Come se il servizio idrico fosse una fabbrica di automobili: produttività, ricavi e vendite. Alla faccia del bene comune, dei diritti universali e ancora di più del risparmio, della difesa della risorsa. Qui la logica è produrre, aumentare i consumi, far girare i soldi (sempre pubblici) e togliersi dalle scatole Comuni, Province e Regioni. Leggi il seguito di questo post »

Due mega banchetti di raccolta firme per i 3 referendum per la l’acqua pubblica sono stati allestiti lungo il percorso della marcia della pace Perugia-Assisi di domenica 16 maggio: uno a Ponte San Giovanni, vicino alla partenza e uno a Santa Maria degli Angeli, vicino all’arrivo.  Lunghe file di cittadini-marciatori hanno fatto la fila per firmare in favore dell’acqua bene comune. Sono passati solo circa 20 giorni di raccolta firme e abbiamo superato quota 500mila. Qui trovate la mappa dei banchetti, che saranno centinaia, anche questo fine settimana, in tutta italia. Dici acqua bene comune, dici pace.

I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti. Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000. Leggi il seguito di questo post »

Compagno Acqua.

100 mila firme in 48 ore. Parte alla grande la raccolta firme

Una partenza straordinaria quella della raccolta firme per i referendum per l’acqua pubblica. Più che raddoppiato l’obiettivo che il Comitato promotore si era dato alla vigilia del lancio. Sono infatti oltre centomila le firme raccolte nel fine settimana della Liberazione in centinaia di piazze italiane.

Una mobilitazione impressionante che ha visto lunghe file ai banchetti di tutte le città e dei paesi. Un folla consapevole e determinata, che in alcuni casi ha fatto anche diversi chilometri per trovare il banchetto più vicino a casa (l’elenco dei banchetti è qui).

Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati impressionanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a Lamezia Terme.

Molti sindaci e amministratori hanno firmato in piazza, tra cui i sindaci di Ravenna ed Arezzo (entrambi Pd). In Molise Monsignor Giancarlo Bregantini (Arcivescovo metropolita di Campobasso) ha firmato in rappresentanza dei 4 vescovi  delle Diocesi della Provincia.

Il comitato promotore esprime tutta la sua soddisfazione per il successo delle iniziative. Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile, un risveglio che parte da associazioni e da cittadini liberi, un risveglio che parte dall’acqua

Referendum per l’acqua pubblica
Adesso basta. Sull’acqua decidiamo noi!

Perché un referendum?

Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo. Mettendo oggi la nostra firma sulla richiesta di referendum e votando SI quando, nella prossima primavera, saremo chiamati a decidere. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.


Perché tre quesiti?

Perché vogliamo eliminare tutte le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell’acqua.
Perché vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua. Leggi il seguito di questo post »

Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione del servizio idrico portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.
Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.

Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15-decreto Ronchi).

Non abbiamo alcuna intenzione di permetterglielo. Leggi il seguito di questo post »

Il governo regionale insieme al Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e al Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua, ha avviato un percorso di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese.

La Puglia, come Parigi, Cochabamba e tante altre città e Paesi del mondo, ha scelto che l’acqua non può essere trattata come una merce. L’acqua è un diritto e un bene comune di tutta l’umanità!

 Per spiegare le ragioni e sostenere con forza l’importanza della scelta del Governo  regionale

 SI INVITA la cittadinanza, i rappresentanti delle istituzioni locali e la stampaa partecipare a una tavola rotonda sul tema

  Acqua bene comune dell’umanità – La Puglia verso la ripubblicizzazione dell’acqua

giovedì 17 dicembre, alle ore 10,  presso l’Aula “A. Moro” della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari, Leggi il seguito di questo post »

Intervista ad Anne Le Strat

Fonte Left

A Parigi la chiamano la Signora dell’acqua. Anne Le Strat, 40 anni, assessore dal 2008 con delega alla riforma idrica nella città della Senna, è una donna con il pallino dei diritti e dell’ecologia, e non a caso si è laureata con una tesi sul tema dell’acqua nel conflitto israelo-palestinese.

 Ex militante dei Verdi, è approdata nel Partito socialista del sindaco Delanoe lanciando nel 2001 un’offensiva, assieme ai movimenti, per cacciare via le due multinazionali Veolia e Suez dalla capitale , nel Paese europeo dove il servizio è quasi completamente delegato ai privati.

Alla fine ci è riuscita. Il prossimo 31 dicembre torna tutto nelle mani del Comune .

Assessore Le Strat, non ha temuto di mettersi contro i colossi del servizio idrico della sua città?

Non si può avere paura di fronte a certe , ingiustizie. Da quando l’acqua è stata consegnata a Veolia e Suez nel 1985, dall’allora sindaco di Parigi Jacques Chirac, ci si era convinti che non si sarebbe mai più potuto cambiare sistema. Eppure, come dimostrano i recenti scandali giudiziari che hanno investito l’ex presidente della Repubblica (per abuso di potere, ndr), corruzione e favoreggiamento sono stati fenomeni reiterati, e non solo nel comparto idrico . C’erano amicizie che legavano direttamente Chirac ad alcuni signori a capo della società privata Lyonnese des eaux (poi confluita in Suez, di cui il fedelissimo di Chirac, Jérome Monod, è stato presidente dal 1980 al 2000, ndr).

Anche per questo siamo convinti che il servizio pubblico può fare meglio. Cosa cambierà per i parigini dal primo gennaio 2010? Leggi il seguito di questo post »

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