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In questa stagione torbida le prove di decostituzionalizzazione si susseguono e si infittiscono. Per la prima volta nella storia della Repubblica un governo vuole modificare un articolo della parte iniziale della Costituzione, l´articolo 41.
Una norma contigua, l´articolo 40 che disciplina il fondamentale diritto di sciopero, viene messo concretamente in discussione dal documento della Fiat riguardante i lavoratori di Pomigliano d´Arco.

Non a caso dall´attuale maggioranza si è affermato perentoriamente che è venuto il momento di cambiare lo stesso articolo 1, considerandosi anacronistico che si parli di «una Repubblica democratica fondata sul lavoro».

Ancora il Governo propone di modificare l´articolo 118, altri ritengono che si deve porre mano all´articolo 81 e si è addirittura pubblicamente sostenuto che si debba ammettere il referendum sulle leggi tributarie, escluso dall´articolo 75. In questo clima si dice apertamente che deve cadere il tabù della prima parte della Costituzione, e che è tempo di cambiarne persino i principi fondamentali. Ho parlato di decostituzionalizzazione, e non di modifiche, perché siamo di fronte a tentativi dichiarati di liberarsi della Costituzione. Leggi il seguito di questo post »

Mentre centinaia di migliaia di italiani stanno firmando per i 3 referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua, il ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi dà il via a una “operazione verità” intitolata “Acqua le ragioni dell’intervento”, una sorta di decalogo di “veri” e “falso” sulla cosiddetta “riforma dei servizi pubblici locali”, che il ministro si pregia di aver avviato e che sarebbe mistificata da noi referendari, dai movimenti dell’acqua bene comune e da tutti i difensori del servizio pubblico.

Il Forum dei Movimenti per l’acqua risponde alle “verità ministeriali” confutandole punto per punto e mette in guardia tutti i Comuni italiani dal farsi scippare per decreto competenze e servizi in cambio di promesse di investimenti ed efficienza che non si sono mai visti.

Leggi il Documento (in risposta a ronchi)

«Il decreto Ronchi è il primo segnale di una vera apertura al mercato anche per il settore idrico. Si agisce sulla leva degli affidamenti per rimuovere le distorsioni del mercato e aprire ai privati la gestione dei servizi». Il vicepresidente di Confindustria, Cesare Trevisani, chiama le cose con il loro vero nome e plaude all’articolo 15 del Decreto Legge Ronchi n.135/09 (che ricordiamolo sempre è un decreto omnibus con dentro di tutto e solo un articolo dedicato al “Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica”). Ma è tutta l’associazione industriale che ieri è scesa in campo per mettere le mani e la firma sulla cosiddetta “riforma”.

Con in prima fila la presidente Emma Marcegaglia che ha chiarito definitivamente come andremo a finire: «Nel settore idrico c’e bisogno di un radicale cambio di approccio. La gestione del servizio non deve essere mestiere esclusivo degli enti locali, ma delle imprese scelte secondo le regole del mercato e operanti con logiche industriali». La gestione deve passare alle imprese. La logica è industriale. Come se il servizio idrico fosse una fabbrica di automobili: produttività, ricavi e vendite. Alla faccia del bene comune, dei diritti universali e ancora di più del risparmio, della difesa della risorsa. Qui la logica è produrre, aumentare i consumi, far girare i soldi (sempre pubblici) e togliersi dalle scatole Comuni, Province e Regioni. Leggi il seguito di questo post »

Dal 16 novembre 2009 l’acqua in Italia potrebbe cessare di essere un bene pubblico. Cittadini, Forum italiano per i movimenti dell’acqua, Verdi, Prc, Idv e rappresentanti della Regione Lazio dicono “no”

di Anna Clelia Cagnetta

acqua protestaGiovedì mattina a Roma centinaia di persone hanno protestato davanti alla Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio, per ribadire il loro “no” alla privatizzazione dell’acqua. Proprio in questi giorni, infatti, la Commissione Affari Costituzionali della Camera sta discutendo il decreto legge 135/09, approvato al Senato lo scorso 4 novembre, il cui articolo 15 sancisce che i servizi pubblici locali (rifiuti, trasporti, energia elettrica, gas e quindi anche acqua) hanno rilevanza economica e possono essere gestiti da privati.

Al presidio hanno partecipato cittadini, Verdi, Rifondazione Comunista, esponenti dell’Italia dei Valori, rappresentanti della Regione Lazio e un centinaio di attivisti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua , i quali, con le mani dipinte di blu, hanno urlato “Vergogna”, “Acqua Pubblica” e srotolato striscioni dalle scritte “L’acqua è un diritto, non una merce” e “Voi 630 deputati, noi 406.000 cittadini”. È questo infatti il numero dei cittadini che ha presentato in Parlamento una legge di iniziativa popolare a favore della ripubblicizzazione dell’acqua: oltre 400.000 firme raccolte a sostegno di una legge depositata ormai da due anni. Leggi il seguito di questo post »

 Il ministro Ferrero: “Questo sarà uno dei temi della verifica di gennaio”

“L’acqua è un bene pubblico” In marcia contro la privatizzazione

valida1.jpgROMA – In marcia per difendere l’acqua, “un bene comune che non va privatizzato”. Quarantamila persone, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche per sostenere una legge di iniziativa popolare (già 400 mila le firme raccolte) per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.

Tra le tante manifestazioni, le più svariate, che Roma è abituata a ospitare quella di oggi in nome del diritto all’acqua che “non è una merce” è stata sicuramente tra le più insolite. E quella che al momento incassa anche un successo quasi immediato e quasi tangibile. Il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero promette infatti che la “ripubblicizzazione dell’acqua sarà uno dei punti della verifica di governo a gennaio”. Leggi il seguito di questo post »

La PROPOSTA (EMILIO MOLINARI)

Da tempo mi pongo la domanda: «E’ vero che ci sono almeno 150 deputati e senatori della cosa rossa?» Se è vero è una bella forza, e allora perché non si mostrano? Sarebbe di per sé un segnale. Da qui un’altra domanda: perché non si esprimono come un soggetto unitario, per certi versi autonomo, capace di interloquire con i movimenti e condurre subito una battaglia che combini l’esigenza di conseguire risultati concreti e allo stesso tempo animare il processo di aggregazione a sinistra?

Sono solo considerazioni che prescindono dai destini del governo e dalla manifestazione del 20 ottobre. Voglio stare sul filo dei miei desideri, cioè di chi da anni è compagno di strada di questa «cosa rossa» e allo stesso tempo è persona impegnata in un movimento come quello dell’acqua, giunto al risultato concreto di fermarne la privatizzazione, con la moratoria votata alla Camera e che oggi rischia di vederselo sfumare, disperso tra le mille priorità dei partiti, delle frazioni dei partiti e negli equilibri dei processi nei quali si consuma la legislatura. Leggi il seguito di questo post »

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 Altreconomia “rassicura” Ferrarelle che la diffida – di Miriam Giovanzana

Consumare acqua in bottiglia, se l’acqua che sgorga dal rubinetto è di ottima qualità, è un controsenso: costa di più, contribuisce al riscaldamento globale della terra (con i camion che la trasportano e la montagna di plastica che produce: circa 9 miliardi di bottiglie ogni anno in Italia), è più scomoda.
Ma, a quanto pare, non si può dire. O meglio non si può dire che ridurre il ricorso all’acqua in bottiglia è una buona cosa per tutti.

All’inizio di agosto infatti Ferrarelle, uno dei colossi del settore, il quarto gruppo in Italia, ci ha fatto scrivere dai suoi avvocati, diffidandoci dal continuare. Ferrarelle si sente sotto ingiusto attacco e danneggiata perché, nei nostri articoli, abbiamo associato l’immagine di due suoi prodotti (l’acqua Boario e Vitasnella) allo slogan: “Mettetela fuorilegge. La pubblicità, non l’acqua in bottiglia”. Leggi il seguito di questo post »

banner_t.jpg“Attribuire il Nobel a Evo significherebbe riconoscere la lotta del popolo boliviano che, per decenni e secoli è stato sottoposto allo sfruttamento”. Con queste parole, Adolfo Prez Esquivel, il vecchio attivista argentino per i diritti umani e Premio Nobel della Pace nel 1980, ha presentato la candidatura di Evo Morales al Nobel della Pace lo scorso mese di dicembre, di fronte alla giuria internazionale della Norvegia. Una candidatura che è stata sostenuta anche da personalità come Rigoberta Menchù, anche lei Nobel della Pace; da intellettuali come Mario Benedetti, Eduardo Galeano, Emir Sader, Èric Toussaint o François Huttart; da attivisti politici come José Bové o Hebe de Bonafini, e da numerosi leader sindacali, partiti politici e movimenti sociali quali il Foro di Sao Paulo o il Consiglio Bolivariano dei Popoli.

Tutti, personalità e movimenti che, da diversi angoli del mondo e da approcci e forme di lotta diversi, hanno mostrato il loro impegno con la difesa della giustizia sociale, i diritti umani e la pace. Infatti, sono queste le ragioni per cui è stato deciso di proporre come candidato il Presidente Morales, non come onorificenza personale ma proprio come espressione simbolica della lotta per la giustizia, per la democrazia intesa come diritto ed uguaglianza reale per tutti e non come mero strumento formale, per la sovranità nazionale contro la dominazione neoliberista, per il recupero delle risorse nazionali da mettere a disposizione del popolo, per la dignità dei popoli indigeni della Bolivia e dell’America Latina; insomma, come espressione simbolica della lotta per la restituzione dei diritti alla popolazione emarginata, sfruttata, impoverita. Leggi il seguito di questo post »

 Il Corriere della Sera

«L’acqua? Bevete quella del rubinetto»

Dopo la California, ecco la crociata di New York. In tutta Italia è guerra alle bottigliette

no-bottle-water.jpgDicono che il sindaco Michael Bloomberg, tra una stretta di mano e l’altra, non perda occasione per dire che a New York non si beve acqua migliore di quella che esce dal rubinetto. Provare per credere, lancia ora la sfida la sua amministrazione: «Dimenticatevi la minerale e bevete l’acqua che “sgorga” direttamente in casa vostra». E via, con la moral suasion: è sicura, gradevole, pulita, costa meno di quella imbottigliata, è più pratica. E soprattutto: permette di risparmiare e ridurre la produzione di montagne di vetro e di plastica. Difficile immaginare il sindaco Bloomberg alle prese con filtri di carbonio attivo, con ingombranti casse di minerale da stivare nel baule della sua familiare (e/o da legare al portapacchi della bicicletta), o ancora con sacchi da Babbo Natale ricolmi di bottiglie da gettare nei bidoni della differenziata. Leggi il seguito di questo post »

 

Arrivano 400 mila firme in quaranta scatoloni. Sono voti sull’acqua, l’acqua da salvare, l’acqua di tutti. A riceverle, Bertinotti. A lui il compito di dare il via alla legge

da Il Manifesto ( 10 luglio 2007)

img_0816.jpgIeri c’è stata la grande conta delle firme: compagne e compagni dei comitati per l’acqua hanno rovesciato i contenitori delle schede raccolte nel corso di mesi e hanno passato la giornata a contare. A sera avevano in vista le quattrocentomila firme raccolte e che riempiranno quaranta scatoloni. Trentanove prenderanno la strada dei sotterranei ben protetti della Camera dei deputati, mentre uno soltanto verrà portato al presidente Fausto Bertinotti, invitandolo a farsene carico, a trovare una corsia per la legge dell’acqua, una legge d’iniziativa popolare. Leggi il seguito di questo post »

acqua1.jpgOggi 13 Gennaio 2007 in tutte le piazze ci saranno i banchetti del movimento italiano dell’acqua.

Inizia così la raccolta delle firme sulla legge d’iniziativa popolare con la quale si intende riportare l’acqua nella proprietà, nella gestione ed erogazione dei servizi idrici, nel governo complessivo degli usi, nella sfera della RES PUBBLICA. Ma non saranno banchetti del solo movimento dell’acqua, più di 100 associazioni e comitati che vi hanno aderito o promosso come la CGIL nazionale della funzione pubblica, l’ARCI, i Cobas e Attac .

Vi ha aderito l’intero movimento di Porto Alegre in tutte le sue componenti e Camere del lavoro come quella di Milano, il WWF nazionale, i partiti della sinistra radicale e Vescovi e parroci che hanno inviato i loro messaggi di sostegno e personalità della cultura e dello spettacolo.Credo si possa dire che con questa iniziativa il Movimento Alternativo ha ripreso a far politica in senso alto, quello per intenderci che l’aveva insignito del titolo di potenza mondiale. Anzi, direi che fa “la politica”: l’unica, ineludibile per il nostro tempo. Quella dei Summit di Stoccolma di Nairobi e della FAO. Leggi il seguito di questo post »

Convocazione per la Costruzione della Rete Regionale Pugliese per la Campagna di Ripubblicizzazione delle Acque   

acquapubblica_logo_rgb.gifCarissimi  Amici, come ben sapete, le vostre strutture Nazionali hanno dato la loro adesione al Comitato Promotore della Campagna Nazionale sulla ripubblicizzazione delle acque: “Acqua Pubblica ci metto una firma”. Questo è il motivo che mi porta a scrivervi e a convocarvi per la costruzione della rete Regionale Pugliese a supporto della suddetta campagna. 

L’incontro si svolgerà Martedì 19 dicembre 2006 presso il circolo “Arci Bellami” alle ore 19  via Arpi, 90 Foggia

Sono invitate tutte le strutture territoriali  aderenti alla campagna:  Arci , Attac ,Acli , Flc Cgil, Fiom Cgil,Funzione pubblica Cgil , Libera, Pax Christi ,wwf , forum Ambientalista, legambiente,  Vas, Pdci , Verdi  e Prc  Sono invitate anche le strutture che da sempre si battono per i diritti civili Unicef, Emergency, Amnesty international e tutti i  cittadini , associazioni , sindacati e politici sensibili al problema dell’acqua bene comune Leggi il seguito di questo post »

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Marco Paolini e i Mercanti di Liquore aderiscono alla campagna nazionale ” Acqua Pubblica, ci metto la firma!” e offrono al “popolo dell’acqua” lo spettacolo  

LUNEDI 11.12.2006, presso TEATRO Sala Umberto – via della Mercede, 50 ROMA

INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI Vi sono solamente 450 posti, per prenotarsi cliccare qui 

Campagna per la legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acquaInfo:

www.acquabenecomune.org
Contatti: segreteria@acquabenecomune.org

banner-120-_60.gifImmagina un mondo senza pellicce è possibile se ci provi. Immagina un mondo  dove l’immagine è nulla dove quello che conta  siamo noi e quello che siamo noi Nati senza pellicce Un mondo senza pellicce è possibile.Basta dire basta. La LAV sta facendo pressione sui gruppi della grande distribuzione organizzata che vendono capi con inserti in pelliccia, puoi aiutarci facendo sentire anche il tuo BASTA. 

Puoi farlo andando in piazza con la LAV l’8, 9, 10 dicembre, potrai ritirare le nostre cartoline di protesta e il materiale informativo della campagna. Per chi non l’ha già fatto, sarà possibile, con una piccola donazione, ricevere il calendario LAV.

Puoi farlo anche onlinewww.nonlosapevo.com 

acquapubblica_logo_rgb.gifMartedì 28 novembre, con una conferenza stampa tenuta presso
la Sala Blu dell’Assessorato alle Politiche del Lavoro del Comune di Roma, è stata presentata la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico redatta dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.
 

 

La proposta di legge di iniziativa popolare, come sottolineato in apertura da M. Bersani (Attac Italia), nasce dall’esigenza di costruire un nuovo quadro normativo per affermare che l’acqua è un bene comune, il cui accesso ed utilizzo è un diritto umano universale, che pertanto va sottratto alle logiche del mercato e della concorrenza. Questa proposta trae origine dalle iniziative di mobilitazione e di contrasto ai processi di privatizzazione dell’acqua che anche nel nostro Paese si sono prodotti negli anni scorsi. 

Il 13 gennaio 2006 avrà inizio la raccolta delle firme che andrà avanti per i successivi sei mesi, con l’obiettivo di raccogliere ben più delle 50.000 firme occorrenti perché la proposta di legge di iniziativa popolare approdi in Parlamento. Leggi il seguito di questo post »

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