Mentre il Governo, attraverso l’art.15 del D.L. 135/09, vuole mettere definitivamente l’acqua nelle mani del mercato, un importantissimo segnale di controtendenza arriva dalla Regione Puglia, che, nella giornata di martedì 20 ottobre, con una delibera di Giunta Regionale, ha sancito l’avvio della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, definendo l’acqua un “bene comune e un diritto umano universale” e il servizio idrico come “servizio di interesse regionale privo di rilevanza economica” e nel contempo decidendo di impugnare presso la Corte Costituzionale il provvedimento legislativo in quanto lesivo delle prerogative assegnate dalla Costituzione alle Regioni.
Grazie alle mobilitazioni messe in campo dal Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, la Regione si è inoltre impegnata ad approvare a breve una legge regionale che sancisca la trasformazione dell’Acquedotto Pugliese da S.p.A. ad ente di diritto pubblico, definendo così la totale fuoriuscita dell’acqua dalle leggi del mercato. Read the rest of this entry »
Dopo Parigi e l’Urugay, anche in Puglia stop al fondamentalismo liberista. La regione Puglia si era già segnalata rompendo il contratto con gli ’spacciatori di derivati’ all’acquedotto pugliese e denunciandoli per truffa al tribunale di Bari. Un bel colpo che vale più di cento verbose mozioni. Tra l’alto, sotto il profilo europeo, se un ente locale decide per la gestione diretta di un bene pubblico che si intende sottrarre al mercato (e quindi non viene affidato a una spa) non è più soggetto agli ‘ukase’ liberisti della UE
Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
Abbiamo provato a gridarlo in ogni modo che il mostruoso reato d’immigrazione clandestina avrebbe generato crimini «umanitari». Così è stato, purtroppo. L’abbandono e poi la morte dei settantatre profughi eritrei è la prima strage prodotta dal «pacchetto-sicurezza». È, certo, il frutto maturo del trattato con la Libia, siglato dal ministro Amato, rafforzato e reso operativo, cioè criminale, dall’attuale governo. È il frutto, più largamente, dell’Europa-fortezza e dell’adeguamento alla sua politica anche da parte del governo maltese. Ma inedito è il cinismo di Stato per cui una tale strage non trovi come risposta né l’indignazione corale, né l’incriminazione per strage, appunto, bensì per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. «Senza escludere un’eventuale ipotesi di omissione di soccorso», dicono gli inquirenti. Immigrazione clandestina di cui potrebbero essere imputati i cinque poveri spettri che il fato – lui solo compassionevole – ha voluto sottrarre alla morte.
Gianni Ferrara, professore emerito di Diritto Costituzionale presso l’Università La Sapienza di Roma. Dopo avere ottenuto il federalismo fiscale, la Lega alza il tiro. Ora propone di adeguare i salari al costo della vita, tagliando l’Irpef per chi vive al Nord e azzerando l’Ires per quelle aziende che aprono e creano nuova occupazione al Sud. Nel momento in cui si pensa di non far pagare a una parte degli italiani una tassa nazionale che fornisce circa un terzo del gettito fiscale per lo Stato e che concettualmente riguarda tutti i cittadini, indipendentemente da dove risiedono, non si corre il rischio di minare ulteriormente l’unità del paese? Non siamo già oltre i limiti fissati dalla Costituzione?
Professor Rodotà, può darci anzitutto il suo giudizio di giurista sull’ordinanza del Tar del Lazio che rimette in discussione la presenza degli insegnanti di religione cattolica negli scrutini scolastici e il contributo ai «crediti formativi» di quell’insegnamento facoltativo?
NO G8 ECONOMIA LECCE – Appello alla partecipazione e alla mobilitazione
Nel 2001 il G8 si riunì a Genova. Furono giorni di violenta sospensione dei diritti civili che ancora pesano nella coscienza collettiva, insieme al ricordo e al dolore per la morte di Carlo Giuliani.
Dal 22 al 24 aprile la città di Siracusa sarà sede del summit G8 sull’ambiente. I ministri per l’ambiente degli otto governi cosiddetti più grandi del mondo, grandi sostenitori e applicatori delle politiche liberiste, grandi inquinatori, grandi devastatori, grandi responsabili del declino inarrestabile del Pianeta e dell’oppressione dei suoi abitanti, arriveranno a Siracusa e si barricheranno dentro il castello Maniace dell’isola di Ortigia. A otto anni dalla rivolta di Genova gli 8 grandi troveranno ad attenderli, con la stessa determinazione di sempre, i movimenti che hanno riempito le piazze di tutto il mondo per opporsi al neoliberismo, allo sfruttamento, alla guerra, alla devastazione del pianeta. Sono movimenti presenti anche in Sicilia impegnati da sempre a difendere i territori, la salute, la vita, sostenere l’Antimafia Sociale, affermare i diritti fondamentali, costruire la solidarietà ai migranti, salvaguardare il valore delle differenze e le ragioni delle minoranze. Siracusa rappresenta il simbolo della distruzione ambientale e umana, causata da sfruttamento estremo del territorio in nome dello “sviluppo a tutti i costi” a esclusivo vantaggio del profitto privato e del gioco dei politicanti locali, così ben rappresentati in parlamento e al governo, poggiante su solide saldature tra massoneria, politica, mafia. La scelta di questa città come sede del summit sull’ambiente, voluto dalla ministra per l’ambiente Stefania Prestigiacomo, è paradossale perché l’area siracusana, limitrofa al triangolo della morte “Priolo-Augusta-Melilli” e all’area di Noto sfregiata dalle trivellazioni, è tra le più inquinate d’Italia e si appresta a superare ogni primato con l’arrivo di un rigassificatore e un inceneritore previsti dal governo di cui la Prestigiacomo fa parte.
Si fa presto a dire razzismo. Sul Corriere del Mezzogiorno un articolo racconta che il comune di Foggia istituirà autobus solo per gli immigrati. E scoppia la polemica, tanto più che la storia – se fosse vera – avrebbe aspetti più che sfiziosi. Uno per tutti: il sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, è un esponente del Pd (ex Margherita). Ma le cose sono più complicate. A partire dagli immigrati di cui si parla: si tratta dei richiedenti asilo ospitati nel centro di accoglienza (C.a.r.a.) di Borgo Mezzanone. Una struttura pensata per ospitare massimo 500 persone, e che invece scoppia: fino a qualche mese fa si è toccato il numero di 1.200 persone, e ora sono 800. A un chilometro e mezzo di distanza dal centro, nel mezzo delle campagne foggiane, c’è la frazione di Borgo Mezzanone: un migliaio di anime, una chiesa, un bar e un minimarket. E una storia di grandi aspettative deluse. Doveva essere un quartiere residenziale medio-borghese, ma non è mai decollato. Tanto che nelle case rimaste vuote ora vivono diverse famiglie sfrattate da Foggia.
Migliaia di funzionari del settore idrico sono attualmente a Istanbul per la quinta edizione del Forum mondiale sull’Acqua (WWF5), il cui slogan è «colmare il divario per l’acqua». Un compito improbo: circa un miliardo di persone in tutto il pianeta non hanno adeguato accesso alle risorse idriche. Tuttavia le risorse finanziarie per i paesi del Sud del mondo si stanno rapidamente prosciugando, anche per il settore idrico.
Nucleare, se lo conosci lo eviti. Una battaglia per il diritto al futuro Edizioni Alegre. 140 pp. Euro 12 “A volte ritornano. Con gli stessi argomenti. Con la stessa potenza economica, politica e massmediatica. Il governo Berlusconi si appresta a rilanciare la produzione in grande scala dell’energia nucleare, nonostante il popolo italiano si sia già pronunciato contro a larghissima maggioranza nel referendum del 1987. Come questo libro dimostra dettagliatamente, oggi come allora, gli argomenti portati a favore sono inconsistenti : non è vero che il nucleare sarà l’energia del futuro, che è economicamente competitivo, che serva a ridurre le emissioni di gas serra, che non ci siano alternative. Mentre sono drammaticamente veri i ripetuti incidenti e la produzione di scorie altamente radioattive che irresponsabilmente consegneremo alle prossime diecimila generazioni. Senza contare la proliferazione del nucleare militare, di cui l’uso “civile” è figlio riconosciuto. Venti anni fa un forte movimento sconfisse la follia nucleare, ma non riuscì a costruire un altro modello energetico e di società. Oggi, un nuovo movimento antinucleare dovrà nascere nei territori e nelle piazze di questo Paese.”
“Ce l’abbiamo fatta, ce l’avete fatta.” Ha esordito così il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, rivolgendosi, dal palco del comizio conclusivo, ai lavoratori metalmeccanici e della funzione pubblica che gremivano piazza San Giovanni in occasione della manifestazione nazionale organizzata a Roma dalla Fiom-Cgil e dalla Fp-Cgil. “La crisi economica – ha affermato Rinaldini – ha determinato nel nostro Paese una vera e propria emergenza sociale. Centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori, posti in Cassa integrazione, percepiscono fra i 700 e gli 800 euro al mese. E questo non avviene per un solo mese, ma per più mesi consecutivi. Ci sono quindi centinaia di migliaia di famiglie che non sanno come fronteggiare un simile crollo del proprio reddito.” 