Foggia – I sindacati confederali sono scesi in piazza ieri a Foggia per dire basta al lavoro nero e denunciare lo sfruttamento. Due i cortei che hanno attraversato la città per poi ritrovarsi in piazza Cavour dove, da un palco, i rappresentati dei sindacati e del governo hanno lanciato messaggi ben precisi.

«Con questa manifestazione vogliamo dire che in un paese civile come l’Italia queste cose non devono essere tollerate. Non riguarda solo Foggia, ma tutta l’Italia, anche il Nord – ha dichiarato Guglielmo Epifani, leader della Cgil -. Partiamo da Foggia, la prendiamo come simbolo per una vera emergenza nazionale.
La Regione ha fatto una buona legge che ci consente di avere strumenti per aggredire e ridimensionare questo fenomeno. Ora aspettiamo l’appoggio della legge nazionale». Chiaro il riferimento alla legge regionale, approvata in questi giorni, dalla Giunta pugliese ,che prevede incentivi per le aziende “virtuose”, quelle, cioè, che assumono i propri dipendenti assicurando loro tutte le tutele previste dalla normativa contro lo sfruttamento. Poi, il leader della Cgil punta il suo sguardo verso Vicenza, verso la folla guidata da Silvio Berlusconi che ieri, in concomitanza della manifestazione sulla dignità del lavoro, ha contestato
la Finanziaria del Governo Prodi: «Vicenza – grida Epifani – guarda Foggia, ascolta il messaggio che questa piazza ti manda». Sempre da Foggia Luigi Angelletti della Uil, difende la dignità delle persone: «Siamo qui per difendere il lavoro degli italiani e degli extracomunitari. Il lavoro di tutti. Casi di questo genere non si verificano solo a Foggia, ma la regione Puglia è stata la prima a fare una legge contro il lavoro nero». 

Ad Angeletti fa eco Raffaele Bonanni, numero uno della Cisl: «Siamo qui per dire no al lavoro nero, no al neo schiavismo, no a tutto quello che mortifica l’uomo e mortifica la dignità delle persone. Sono fatti che accadono in tutta Italia. Ci sono i nuovi mercanti delle braccia, illudono le persone che vogliono fuggire dalla miseria e dallo sfruttamento entrando in un girone infernale».

A manifestare in piazza accanto ai sindacati anche il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero che sostiene: «Per il momento c’è la risposta forte del movimento sindacale e dei lavoratori e di questo penso che dobbiamo essere grati ai sindacati. Il governo credo che abbia perso un occasione per adesso, per non avere fatto il decreto e spero che la prossima settimana si arrivi almeno a questo disegno di legge. Quello fatto dalla Regione segna un punto importante per
la Puglia, è segna un ritardo nostro. Spero che questa manifestazione ci dia una mano per fare, come governo, le cose scritte nel programma». Per Franco Giordano, di Rifondazione, il lavoro che ha fatto
la Puglia è significativo: «Mi pare un’ottima legge. Peccato che il governo non sia potuto venire qui con un testo che il ministro aveva approntato. Un testo molto importante perché fa emergere il lavoro nero e dà il permesso di soggiorno agli immigrati che lo denunciano». In difesa della provincia di Foggia, da tanti definita “la terra degli schiavi”, è intervenuto il segretario generale della Cgil di Foggia: «Dobbiamo fare in modo di dimostrare che questa non è la provincia della vergogna ma del lavoro garantito. Questa manifestazione ha lo scopo di costruire un modo per rispondere a sfruttamento e negazione della dignità della persona. Un paese civile non può permettere tutto questo».