rilievo.gifL’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato ieri con 153 voti a favore, quello contrario degli Usa e 24 astensioni, l’avvio della stesura di un Trattato internazionale sul commercio delle armi, destinato a impedire i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani. Il voto dell’Assemblea generale è giunto, dopo quello favorevole della Commissione Disarmo e Sicurezza dell’Onu dello scorso ottobre, a tre anni dal lancio della campagna “Control Arms” promossa da Amnesty International, Oxfam International e Iansa (Rete internazionale d’azione sulle armi leggere) per sollecitare l’adozione del Trattato. Alla campagna, promossa in Italia da Amnesty e Rete Disarmo hanno aderito oltre un milione di persone di 170 paesi. “Sebbene vi siano ancora numerosi passi da compiere per ottenere un consenso su questo fine, la risoluzione rappresenta il primo passo formale verso l’elaborazione di criteri internazionali comuni per l’importazione, l’esportazione e il trasferimento di armi convenzionali” – ha commentato il portavoce di Kofi Annan nel salutare l’importante iniziativa. “Il commercio senza regole di queste armi contribuisce attualmente ad alimentare i conflitti, il crimine e il terrorismo e compromette gli sforzi internazionali in favore della pace e dello sviluppo” – ha aggiunto. Gli Usa sono rimasti l’unico paese a votare contro la proposta del Trattato, nonostante il recente appello di 14 senatori alla segretaria di Stato Condoleezza Rice, affinché l’amministrazione di Washington riconsiderasse la propria posizione. “Un significativo sostegno al Trattato è giunto da alcune delle regioni più colpite dalla violenza delle armi: questo è indice non solo che il problema è sentito, ma anche che ora c’è la volontà politica di passare all’azione” – ha dichiarato Rebecca Peters, direttrice di Iansa. “Nel corso della mia attuale visita in Libano, in Israele e nei Territori Occupati ho avuto modo di toccare con mano le devastanti conseguenze sulla popolazione civile, di un commercio di armi privo di regole. È cruciale che i governi riconoscano quanto sia urgente trasformare il voto di oggi in un’azione efficace e assicurare che un Trattato, legalmente vincolante, sulle armi convenzionali diventi una realtà” – ha sottolineato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International. Uno dei primi compiti del nuovo Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, sarà quello di verificare gli orientamenti degli Stati membri sulla proposta di Trattato, per poi riferire all’Assemblea generale alla fine del 2007. A quel punto, verrà nominato un gruppo di esperti governativi per esaminare in dettaglio i vari aspetti del Trattato e relazionarne all’Assemblea generale del 2008. “Oggi abbiamo visto come la stragrande maggioranza dei governi abbia riconosciuto la necessità di un Trattato sul controllo delle armi per impedire vendite che alimentano conflitti e povertà. È stato un passo di rilevanza storica. Quando lanciammo la campagna Control Arms, nel 2003, solo cinque governi sostenevano la proposta del Trattato. Oggi sono 153. Ora occorre andare avanti e ottenere un Trattato forte ed efficace. Ogni giorno di ritardo sarà un altro giorno in cui migliaia di vite saranno rovinate dalla violenza delle armi” – nota Jeremy Hobbs, direttore di Oxfam International. La campagna Control Arms, rilanciata in Italia dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dalla Rete italiana per il Disarmo, ha accolto con soddisfazione il voto favorevole espresso dall’Italia in sede di Primo Comitato dell’Assemblea generale. “Questo importante risultato è stato conseguito anche grazie alla grande mobilitazione della società civile italiana, che si è attivata sottoscrivendo una foto-petizione che ha raccolto nel mondo più di un milione di volti a sostegno della richiesta del Trattato” – hanno commentato. “Il nostro paese – sottolineano i promotori italiani della campagna – è il quarto produttore e il secondo esportatore mondiale di armi leggere e non esercita alcun controllo sulle intermediazioni nei trasferimenti illegali di armi e dei loro componenti. Ora è necessario che l’Italia migliori gli strumenti legislativi e di trasparenza sul commercio delle armi, soprattutto in relazione alle armi leggere, per renderli coerenti con l’impegno preso ieri alle Nazioni Unite”. La risoluzione è una delle 52 proposte all’Assemblea dal Primo comitato di sicurezza e disarmo: sono già state adottate quelle riguardanti la prevenzione della corsa alle armi nello spazio esterno, il multilateralismo nel disarmo e nella non-proliferazione, il commercio illecito di piccole armi e armi leggere, il Trattato sulla non-proliferazione delle armi nucleari (Npet) e l’istituzione di zone franche da armi nucleari.