prodi-e-la-bolkestein.jpgDomani è il giorno in cui il Parlamento europeo, dopo due anni, dovrebbe votare la “direttiva sui servizi” , che una volta si chiamava Bolkestein dal nome del Commissario europeo competente. E Bolkestein inventò la infelice battuta sull’Idraulico Polacco che portò al risultato dello stop alla Costituzione Europea in mezza Europa, e a mobilitazioni di massa nell’Europa tutta contro la “direttiva Frankenstein” . La direttiva servizi serviva per “eliminare gli ostacoli alla libertà di stabilimento dei prestatori di servizio e alla libertà di prestazione degli stessi negli Stati membri dell’Ue”, e oggi il compromesso al Consiglio e tra i grandi gruppi al PE è sostanzialmente apprezzato dai grandi e ancora criticato dalle sinistre europee.

La direttiva non contiene più il “principio del paese d’origine”, che voleva dire: l’azienda polacca che voglia lavorare in Germania rispetta le regole polacche e non quelle tedesche. Siccome siamo in Europa, era la filosofia del principio, si presuppone che la normativa dei vari paesi sia sufficientemente armonizzata. La norma non riguardava i “diritti dei lavoratori”, ed è stato lo stesso Bolkestein a spiegarlo più volte: se un idraulico polacco lavora in Germania, a lui si applica il contratto di lavoro della Germania, non quello della Polonia. Basta leggere quel che lo stesso Bolkestein diceva .

Ma la vulgata ormai corrente è che la norma dicesse il contrario, e ormai è inutile insistere. “Servizi sociali essenziali per la vita delle persone messi insieme ai servizi di mercato”, dice la sinistra. Che sottolinea come le assicurazioni sono fuori dalla direttiva, e che alcuni “punti qualificanti”, come la definizione di “servizi sociali”, esclusi dalla direttiva, è troppo limitata, riducendosi, ad avviso della sinistra, a “pochi servizi residuali”. I nuovi stati membri contestano la norma, dicono che così “vince l’Europa ricca”. 

La sinistra risponde che sarebbe bene privilegiare la circolazione dei lavoratori, prima che dei servizi. E’ vero che è saltato il principio del paese d’origine, dice la sinistra, ma è rimasto il principio che le leggi degli Stati nazionali non “devono essere discriminatorie” nei confronti delle aziende degli altri stati. Dunque la “grande lotta contro la Bolkestein” non è finita. E sicuramente dei temi di quella direttiva torneremo a parlare. 

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