musacchio.jpgLa direttiva europea sui servizi, più conosciuta come direttiva Bolkestein, ha completato il suo lungo e tormentato iter legislativo con l’approvazione da parte del Parlamento europeo del testo varato dal consiglio nel luglio scorso. Ora manca sola la firma dei 25 e poi fra 3 anni la direttiva diventerà legge in tutti i 27 paesi che faranno parte dell’Ue.Ma la legge tanto discussa, tanto emendata, tanto compromessa da una parte e dall’altra (ma in realtà anche tanto ignorata dalla massa), continua a scontentare un po´ tutti: le sinistre, liberali moderati e lobbies industriali.

Roberto Musacchio, ambientalista storico e deputato europeo eletto nelle liste di Rifondazione non usa mezzi termini: «Il compromesso sulla Bolkestein è inaccettabile». Il testo secondo Musacchio è stato «ulteriormente peggiorato dal consiglio bocciando tutti gli emendamenti che i socialisti avevano presentato per ripristinare il compromesso stesso. Le nostre argomentazioni critiche risultano confermate e hanno tuttavia trovato riscontro nel voto d’aula dove i nostri emendamenti hanno ottenuto un successo più largo rispetto alle forze del nostro gruppo».

Il testo approvato mette in discussione «in modo assai negativo – prosegue l’europarlamentare – il diritto ai servizi sociali, i diritti dei lavoratori che forniscono questi servizi e le prerogative degli stati nazionali a garantire l’universalità dei servizi. La grande lotta che abbiamo impostato chiedeva ben altri risultati e putroppo devo dire che in questo ha pesato in modo fortemente negativo il compromesso voluto dalla grande coalizione».

La mobilitazione però continua, assicura l’eurodeputato: «sia da parte del sindacati che dei movimenti andiamo avanti per ottenere una direttiva quadro di tutela e valorizzazione dei servizi sociali che sono cosa diversa dai servizi di mercato».

Difficile dire oggi cosa cambierà in Italia con l’entrata in vigore fra 3 anni di questa direttiva Bolkestein, che per esempio non riguarderà tra gli altri i servizi finanziari, banche, assicurazioni, attività creditizie, fondi, poste, trasporti, acqua e rifiuti.

«In italia questo movimento è particolarmente forte – conclude Roberto Musacchio – e ha ottenuto un risultato importante con la decisione che l’acqua venga considerata un bene comune a proprietà e gestione pubblica. Ma è necessario che questo carattere di bene comune riguardi anche tutti gli altri servizi di cittadinanza e in questa direzione vanno le nostre richieste di un cambiamento radicale del disegno di legge Lanzilotta».